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Frosinone, confiscati beni alle famiglie rom De Silvio e Spada

I militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Frosinone, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia capitolina, hanno eseguito un provvedimento del Tribunale di Frosinone con il quale è stata disposta la confisca dei beni e di ingenti risorse finanziarie, nonché l’applicazione di sette misure di sicurezza della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, nei confronti di altrettanti esponenti di spicco delle note famiglie di etnia rom “De Silvio – Spada”.

Le investigazioni, svolte attraverso l’esecuzione di mirati accertamenti bancari e patrimoniali, hanno permesso di ricostruire l’evoluzione dell’intero patrimonio immobiliare e mobiliare acquisito nel corso dell’ultimo ventennio da componenti delle famiglie De Silvio – Spada di Frosinone. In particolare, le risultanze emerse, successivamente messe a confronto con i redditi dichiarati nello stesso periodo, che in taluni casi sono risultati del tutto assenti, hanno di fatto evidenziato una rilevante sproporzione.

In aderenza alle previsioni del nuovo Codice Antimafia, pertanto, è stato sottoposto a confisca l’ingente patrimonio illecitamente accumulato, costituito da 3 ville di pregio, 2 unità immobiliari e 2 terreni, ubicati a Frosinone, Ferentino e Terracina, nonché 12 autoveicoli – alcuni dei quali di lusso -, conti correnti ed altre ricchezze, per un valore complessivo pari a 1,3 milioni di euro, che diviene definitivamente di proprietà dello Stato.

Tale attività costituisce il coronamento della precedente operazione “Life Rocking” condotta dagli stessi investigatori nel 2012, allorquando vennero arrestati componenti delle famiglie De Silvio – Spada, compresi i loro fiancheggiatori, per essere gli artefici di un rilevante traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico crack, messo in atto nella citta di Frosinone e che vedeva coinvolti, quali acquirenti, moltissimi giovani della provincia ciociara. A seguito di tale operazione il Tribunale di Frosinone, nel maggio del 2016, ha condannato sette componenti delle citate famiglie per i reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, riconoscendo per quattro di loro l’associazione a delinquere. Il provvedimento che ha disposto la confisca dell’intero patrimonio è stato, altresì, notificato all’amministratore giudiziario, già incaricato della gestione all’atto del precedente sequestro. IN ALTO IL VIDEO

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