Aversa

Aversa al ballottaggio: “intervista doppia” ai due Golia candidati sindaco

E’ la vigilia del ballottaggio ad Aversa. Gli elettori, nella giornata di domenica 9 giugno, saranno (ri)chiamati alle urne per decidere chi, tra Alfonso Golia del centrosinistra e Gianluca Golia del centrodestra, sarà il prossimo sindaco della città normanna. Per l’occasione abbiamo realizzato una “doppia intervista” ai due giovani aspiranti alla fascia tricolore.

ALFONSO GOLIA, farmacista, 36 anni, supportato da Partito Democratico, “La politica che serve” e “Obiettivo Aversa”. Alla luce della catastrofica situazione ambientale, come intende applicare la cosiddetta economia circolare (economia con visione ecologica) anche ad Aversa? Quali strategie, quali priorità? «Dobbiamo diventare un comune libero dalla plastica prima del 2021, data imposta da una direttiva dell’Unione Europea. Ridurre l’utilizzo di prodotti monouso è un primo passo per ridurre la produzione dei rifiuti, poi bisognerà insistere sul riuso di materiali e prodotti (anche sfruttando i canali di solidarietà già attivi in città).  Oltre all’economia circolare bisognerà anche sostenere una mobilità dolce e sostenibile, perché diciamolo chiaramente: Aversa con i suoi 9 chilometri quadrati si può attraversare anche a piedi».

Hai mai visitato la Maddalena e l’ex Opg? Che cosa sono questi pezzi di città che gli aversani non hanno mai visto? Quanta memoria e quanto futuro ci vedete? «Io li chiamo luoghi perduti, purtroppo ignorati da troppi cittadini. Aversa è una città legata alla sua storia manicomiale e vanno creati e valorizzati luoghi e percorsi per tenere viva questa memoria per far sì che le giovani generazioni siano coscienti. Naturalmente, per la Maddalena c’è bisogno di un recupero della parte storica e della chiesa mentre per l’ex Opg si deve aprire una interlocuzione con il ministero perché oltre la memoria ci sono aree che servono alla città».

Dopo l’istituzione del Distretto Turistico Normanno come pensa di sviluppare le potenzialità di questo territorio per creare indotto e lavoro? «Con gli eventi, con l’inserimento nei percorsi turistici regionali che oggi vanno sull’asse Reggia di Caserta-Napoli, ignorando non solo Aversa ma buona parte del territorio di Terra di Lavoro dove ci sono bellezze uniche. E poi valorizzando le nostre eccellenze enogastronomiche e artigianali sia dal punto di vista della promozione che della formazione». Quale futuro per Casa Cimarosa? «Deve essere sempre più la casa della cultura cittadina. Dove si tengono concerti e manifestazioni a cadenza regolare in collaborazione con associazioni. Per un cambio di passo con il passato sarà fondamentale programmare e non improvvisare». Quali sono le problematiche della città che intende affrontare subito e in che modo? «Aversa è piena di emergenze da affrontare. Igiene urbana, sicurezza, viabilità, parcheggi, movida. Dobbiamo lavorare tanto per ripristinare condizioni di normalità. Inizieremo dal pretendere il rispetto delle norme e delle regole, da troppi, purtroppo, oggi ignorate».

Quale sarà il criterio per la scelta degli assessori: politici o tecnici di alto profilo? «Coinvolgeremo nell’azione di governo della città le migliori competenze e le decisioni saranno prese sempre collegialmente». Come intende valorizzare il rapporto tra la Città e le università presenti sul territorio in chiave di sviluppo economico sociale del territorio di Aversa e dell’agro aversano? «Oggi i due dipartimenti sono corpi estranei rispetto alla città. Va istituito un tavolo permanente di confronto con i rispettivi presidi ma soprattutto bisogna fare in modo che la ricerca abbia ricadute positive per il territorio, cosa che già avviene in tanti atenei italiani». Quale è la cosa di Aversa che, sulla base degli incontri avuti e dei luoghi visitati in campagna elettorale, merita l‘intervento più urgente? «Guardi c’è una storia che mi ha particolarmente colpito. In una delle tante visite nelle palazzine comunali di San Lorenzo sono stato accolto da una famiglia al quinto piano. In casa ho trovato tanti ombrelli a causa delle infiltrazioni dal tetto. E’ assurdo».

Il Comune rischia di rimanere senza liquidità prima della fine dell’anno e di finire in dissesto. Quali sono i provvedimenti che intende adottare per mettere in sicurezza il bilancio comunale? «Sono stato consigliere comunale e con tutta l’opposizione abbiamo messo fine allo sperpero di denaro pubblico causato dai debiti fuori bilancio non riconosciuti per anni. Ho già denunciato che il comune di Aversa era in una situazione di predissesto nascosto. Faremo subito una operazione verità ma è anche chiaro che bisogna incassare di più dai tributi. Devono pagare tutti per poi poter far pagare meno e investire sui servizi».

GIANLUCA GOLIA, odontoiatra e imprenditore aversano, 40 anni, supportato da Lega, “Forza Aversa”, “Noi Aversani” e “Aversa a testa alta”. Alla luce della catastrofica situazione ambientale, come intende applicare la cosiddetta economia circolare (economia con visione ecologica) anche ad Aversa? Quali strategie, quali priorità? «Serve potenziare la raccolta differenziata e avviare una campagna di sensibilizzazione e informazione capillare, andando nelle scuole, nei condomini e in tutte quelle associazioni che insistono su Aversa. Serve far passare il messaggio chiaro che “più si ricicla, più si risparmia”. Avvieremo dei percorsi di premialità, affinché si possano garantire degli sconti sulle imposte dedicate alla spazzatura. Senza dimenticare il potenziamento dei sistemi fotovoltaici sugli edifici pubblici con fondi europei, così da abbattere le emissioni ed i costi di gestione degli impianti cittadini».

Ha mai visitato la Maddalena e l’ex Opg? Che cosa sono questi pezzi di città che gli aversani non hanno mai visto? Quanta memoria e quanto futuro ci vedete? «Bisogna subito fare due distinzioni: la struttura della ‘Maddalena non è di proprietà comunale. Quindi, quello che faremo sarà convocare un consiglio comunale aperto, magari in piazza, alla presenza della proprietà dell’Asl e di dirigenti della Regione. E’ chiaro che serva una riqualificazione dell’area. Il mio sogno? Realizzare un campus universitario, per rilanciare praticamente tutta l’area. Diremo, ovviamente, no alle speculazioni. C’è invece già un percorso in atto per il Padiglione Leonardo Bianchi: daremo continuità a quanto già fatto dal commissario per realizzare centri culturali e di integrazione sociale, turismo sociale, consultori, centri di ascolto, cooperative di comunità, asili nido, comunità, case alloggio per aumentare il contrasto alla povertà ed al disagio. Per quello che riguarda l’Opg è chiaro che è un ‘monumento’ voluto fortemente dalla Sinistra: bisogna rivalutare tutto il progetto, legandolo anche al Tribunale di Napoli Nord. Sarà fondamentale puntare sulla rifunzionalizzazione di entrambe le aree».

Dopo l’istituzione del Distretto Turistico Normanno come pensa di sviluppare le potenzialità di questo territorio per creare indotto e lavoro? «Si farà rete con imprenditori e commercianti della nostra città, compresi coloro che hanno le loro attività nell’area industriale. Prevediamo per le imprese del territorio la possibilità di accedere a contributi fiscali, amministrativi e finanziaria, la possibilità di accedere ai benefici previsti per le zone franche urbane, a specifiche misure agevolative per la ricerca e lo sviluppo, a facilitazioni per l’accesso al credito, agevolato e non, facilitazioni per l’accesso ai servizi e rapporti con le pubbliche amministrazioni». Quale futuro per Casa Cimarosa? «Casa Cimarosa sarà il centro nevralgico dell’attività culturale della nostra amministrazione. Sarà imprescindibile un tavolo di confronto con tutte le associazioni culturali della città per iniziare a lavorare anche per i mille anni di Aversa. Solamente facendo rete si riuscirà a realizzare un progetto che possa restare nella storia di questo territorio. Casa Cimarosa dopo la riapertura ha sicuramente bisogno di un restyling, ma quello che è fondamentale è che diventi il cuore culturale di Aversa. Più iniziative, maggiori confronti e quindi più ‘vita’ all’interno di un luogo simbolo dei quasi mille anni di Aversa».

Quali sono le problematiche della città che intende affrontare subito e in che modo? «Quattro temi fondamentali: scuole, piano traffico, piano parcheggi e piazza Marconi. Saranno i primi temi da affrontare, dal 10 giugno in poi. Ci sarà un confronto diretto, poche ore dopo l’insediamento, con i dirigenti scolastici per valutare insieme il da farsi. Poi piano traffico e piano parcheggi sono indispensabili per il futuro, per garantire vivibilità alla città. E quindi piazza Marconi: un luogo strategico, vicina alla cattedrale di San Paolo, alla Curia Vescovile, al Tribunale di Napoli Nord. Ci sarà una riqualificazione dell’area, e poi daremo voce ai commercianti delocalizzando, nuovamente, lo storico Mercatino di Natale in questa area». Quale sarà il criterio per la scelta degli assessori: politici o tecnici di alto profilo? «E’ prematuro parlarne, perché dovrà, necessariamente, essere una decisione condivisa da tutti i componenti della maggioranza e da tutti coloro che mi hanno sostenuto in questa avventura. Posso solamente assicurare una cosa: saranno tutti assessori di alto profilo. E non è detto che debbano essere necessariamente dei professionisti ‘esterni’. Anche la politica offre competenze importanti da mettere a disposizione della comunità».

Come intende valorizzare il rapporto tra la Città e le università presenti sul territorio in chiave di sviluppo economico sociale del territorio di Aversa e dell’agro aversano? «Le Università rappresentano il punto nevralgico della città. Sarà il mio cavallo di battaglia. Durante l’amministrazione di Gianluca Golia sarà avviata una importante sinergia tra Università, Industria e territorio. Le migliori professionalità che usciranno dalle università aversane dovranno trovare subito uno sbocco lavorativo: grazie alla collaborazione con le aziende insistenti su Aversa e nell’area industriale creeremo una rete che vada a premiare i ‘talenti’ che emergono dopo gli studi universitari. Creeremo lavoro e soprattutto le nostre Università diventeranno sempre più importanti grazie agli sbocchi occupazionali che riusciranno a produrre».

Quale è la cosa di Aversa che, sulla base degli incontri avuti e dei luoghi visitati in campagna elettorale, merita l‘intervento più urgente? «Come già detto le scuole, e quindi le case popolari. Per le scuole abbiamo un termine perentorio, visto che il 1 settembre saranno riaperte. Noi dobbiamo dare risposte agli studenti, al corpo docenti e a tutti coloro che lavorano negli istituti aversani. Ci confronteremo con i dirigenti per riuscire a garantire una riapertura ‘serena’, superando ogni criticità. E poi le case popolari dell’area a Nord di Aversa: in questa campagna elettorale ho toccato con mano il disagio, e mi sono impegnato a ritornare in quelle case con qualcosa di concreto. Chiederò un incontro con il responsabile della Iacp perché serve, urgentemente, fare qualcosa per delle famiglie che vivono momenti di seria difficoltà».

Il Comune rischia di rimanere senza liquidità prima della fine dell’anno e di finire in dissesto. Quali sono i provvedimenti che intende adottare per mettere in sicurezza il bilancio comunale? «Lotta all’evasione, ancora lotta all’evasione e quindi lotta all’evasione. Purtroppo oggi abbiamo migliaia di cittadini onesti che pagano le proprie tasse, e centinaia di persone che invece risultano praticamente ‘invisibili’ alle casse comunali. Ci saranno controlli a tappeto su tutta la città, avvieremo una macchina che possa permettere di scovare i furbetti. Ribadisco ancora una mia idea: se tutti pagano, tutti riusciamo a pagare di meno. Questo permettere di avere più entrate comunali, quindi maggiori servizi e soprattutto nuova linfa ad un bilancio che diventa sempre più preoccupante. Lavoreremo per evitare il dissesto finanziario, e con questa opera di lotta all’evasione cercheremo di dare un futuro migliore alla nostra straordinaria città».

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