Cronaca

Sesto San Giovanni, esplosione in appartamento: 6 feriti

di Redazione

Un’esplosione ha distrutto due appartamenti all’ultimo piano di un edificio a Sesto San Giovanni, nel Milanese. La deflagrazione, avvenuta intorno alle 5 del mattino di domenica, all’angolo tra via Villoresi e via Oslavia, con un successivo un crollo di macerie in tarda mattinata, ha coinvolto due nuclei familiari causando seiferiti, tra cui un neonato di nove mesi. Il più grave sarebbe un 73enne che ha riportato ustioni di secondo grado. Per questo motivo si ipotizza che l’esplosione sia partita proprio dal suo appartamento.

Secondo quanto si è appreso finora, l’appartamento al quinto piano era saturo di gas e probabilmente l’accensione della luce avrebbe innescato l’esplosione. Si ipotizza che il problema sia la caldaia, ma al vaglio ci sono anche altre ipotesi, come la tubatura del condominio. L’area è a rischio crolli: si temono infatti cadute di macerie, lamiere, pezzi di cemento. In tarda mattinata le macerie crollate dal quinto piano hanno colpito anche un’ambulanza che stazionava sotto il palazzo. Tre pompieri si trovavano all’interno del palazzo, ma sono rimasti illesi.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco e le ambulanze del 118. Tre feriti sono stati portati al Niguarda, tra cui il 73enne ustionato, e tre all’ospedale San Raffaele. Nessun passante, vista anche l’ora dello scoppio, è rimasto colpito dalla caduta dei calcinacci sulla strada.

“Allo stato attuale, dopo le prime verifiche strutturali, l’edificio è stato dichiarato inagibile e questo probabilmente per 10-15 giorni a tutela dei residenti”, ha detto il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano. Sarà valutata anche l’agibilità di un edificio vicino danneggiato dallo scoppio. Il sindaco ha anche detto che le 18 persone evacuate dall’edificio hanno trovato una sistemazione, chi direttamente da amici o parenti e qualcuno in un albergo messo a disposizione dall’amministrazione. Di Stefano si è recato all’ospedale Niguarda a trovare i ricoverati ed esprimere loro “la vicinanza dell’amministrazione”.

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