CronacaCultura

“Stop allo scippo dell’arte”, protesta a Napoli contro Comacchio e Franceschini

di Redazione

Napoli – Dopo il contestato trasferimento di Gonzalo Higuain alla Juventus un’altra questione, decisamente più culturale, ha mobilitato giornalisti e intellettuali di Napoli. Parliamo dello spostamento di parte delle opere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) a Palazzo Bellini di Comacchio, dove dal marzo prossimo sorgerà la prima ‘succursale’ del Mann grazie all’accordo sottoscritto il 19 luglio dal sindaco Marco Fabbri e da Paolo Giulierini, direttore del museo partenopeo.

Un’operazione che da alcuni è vista come “sospetta”. Tra questi i componenti dell’associazione “Nazziona Napulitana Indipendente” che ha tenuto un sit-in di protesta su questo tema, lanciando accuse all’indirizzo del ministro della Cultura, Dario Franceschini. Tra gli striscioni è comparso anche un water con accanto il coperchio su cui è stata attaccata una foto del ministro, e sopra la scritta: “Franceschini, portati questo a Comacchio”.

Dura la replica dello stesso Fabbri alle accuse che da sud a nord stanno tenendo banco in questi giorni in rete. “Il ministro Franceschini non è stato in alcun modo coinvolto in un’operazione dal connotato esclusivamente culturale – specifica il sindaco lagunare -, ed è stato informato a protocollo sottoscritto. La nuova sinergia fra Comacchio ed il Museo archeologico di Napoli è nella sostanza un esempio virtuoso di collaborazione nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio storico – culturale del Paese che, accantonate polemiche sterili e strumentalizzazioni inutili, auspichiamo in breve possa svilupparsi quale modello operativo diffuso”.

Scardinando il castello di accuse Fabbri richiama la recente candidatura della sua città a capitale della cultura per il 2018, spiegando che il fermento culturale che ne è seguito, “ha favorito l’attivazione di importanti collaborazioni, il cui apice è stato appunto raggiunto con lo storico protocollo di intesa siglato il 20 luglio scorso con il Mann”. Per Fabbri “L’obiettivo non è impoverire o sottrarre reperti al museo di Napoli come da alcuni ipotizzato, bensì di promuoverlo, affinché possa dispiegare tutte le sue potenzialità”.

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