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Violenza sessuale su colleghe: assolto perchè “scherzava”. Sentenza choc

Palermo – Quello della donna sembra essere uno dei temi più cari e trattati degli ultimi anni. Dalla parità di genere al rispetto della figura femminile che merita di essere valutata e considerata non come una creatura sottomessa.

Anche nei giorni scorsi, in occasione del Family Day, è stata più volte ribadita l’importanza della donna che non può essere ridotta ad una macchina “sforna-bambini”. I fatti però continuano a lasciar desiderare.

A Palermo infatti, un uomo è stato assolto dalle accuse di violenza sessuale perchè nel momento in cui ha compiuto il reato stava “scherzando”. Il 65enne Domenico Lipari, ex direttore dell’Agenzia dell’Entrate, era stato denunciato da due colleghe per palpeggiamenti e molestie. Una delle due donne aveva raccontato che Lipari le aveva toccato il sedere, l’altra che aveva toccato un bottone della sua camicia all’altezza del seno e un’altra volta le aveva sfiorato la “zona vaginale”.

La sentenza del Tribunale di Palermo è stata di assoluzione non perchè l’uomo non ha commesso il fatto ma perché “il fatto non costituisce reato”. “Il comportamento del capufficio imputato era oggettivamente dettato da un immaturo e inopportuno atteggiamento di scherzo, frammisto ad una larvata forma di prevaricazione e ad una, sia pur scorretta, modalità di impostazione dei rapporti gerarchici all’interno dell’ufficio. Non si deve però fare riferimento alle parti anatomiche aggredite e al grado di intensità fisica del contatto instaurato ma si deve tenere conto dell’intero contesto. Nel comportamento del Lipari non era ravvisabile alcun fine di concupiscenza o di soddisfacimento dell’impulso sessuale”, recita la sentenza. 

Secondo il tribunale, quindi non è stato commesso un reato perché Lipari fece quel che gli viene contestato ma senza trarne “appagamento sessuale” e senza “limitare la libertà sessuale delle due donne”. I giudici avrebbero inoltre tenuto conto del contesto in cui si sono svolti i fatti, che era “scherzoso”, e quegli atti erano di conseguenza “privi di connotato sessuale”.

La sentenza è dello scorso 23 novembre ma le motivazioni sono state depositate martedì 2 febbraio.

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