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Russia bombarda Siria, colpito ospedale: almeno 9 morti

Aleppo – Un aereo russo ha distrutto un ospedale siriano provocando la morte di almeno 9 persone. La notizia è stata diffusa dalla televisione locale Al Jazeera.

L’attacco è avvenuto su un ospedale gestito da Medici senza frontiere, nel nord del Paese. A confermare l’accaduto è proprio l’associazione umanitaria che ha fatto sapere della totale distruzione dell’ospedale di Maarrat Numan, a Idlib, a 280 chilometri a nord di Damasco. Tra le vittime anche un bambino.

“L’ospedale è stato colpito quattro volte in due serie di almeno due attacchi a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro e di almeno otto membri dello staff non si hanno notizie. Sembra essere un attacco deliberato contro la struttura sanitaria e lo condanniamo con la maggior forza possibile – ha detto Massimiliano Rebaudengo, capo missione di MSF – La distruzione di questo ospedale lascia una popolazione di circa 40mila persone senza accesso ai servizi sanitari in una zona in pieno conflitto”.

Fonti mediche hanno riferito di un altro attacco aereo governativo siriano che ha colpito un ospedale, una scuola e un campo profughi a Azaz, tra Aleppo e il confine turco: qui le vittime sono almeno 14 e 30 i feriti.

Intanto, il  ministro degli esteri russo ha dichiarato che: “Il bombardamento del territorio siriano da parte di Ankara equivale a un manifesto di sostegno al terrorismo internazionale e alla violazione delle risoluzioni del consiglio di sicurezza dell’Onu”.

“La Turchia – ha aggiunto – continua a favorire la penetrazione illegale di forze fresche jihadiste e mercenari armati in Siria”. Sergej Viktorovič Lavrov ha anche confermato che la Russia non ha intenzione di fermare gli attacchi. Non è previsto lo stop neppure se ci fosse un accordo sul cessate il fuoco. “Noi combattiamo contro gruppi terroristici, Is, al Nusra e altri, legati ad al-Qaeda. I bombardamenti su obiettivi dei gruppi terroristici continueranno in ogni caso, anche se si arriverà a un accordo per il cessate il fuoco in Siria. Il succo della questione sta nel fatto che il cessate il fuoco riguarderà coloro che sono davvero interessati all’avvio del processo di dialogo e non i terroristi”, ha concluso.

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