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Bruciata viva, fiaccolata a Pozzuoli per Carla. Il compagno: “Mi tradiva”

Pozzuoli (Napoli) – Un segno di solidarietà verso Carla Ilaria Caiazzo, la donna incinta data alle fiamme dal compagno che ora – dopo essere riuscita a partorire la piccola Giulia Pia – lotta tra la vita e la morte al Cardarelli di Napoli. L’iniziativa, nata spontaneamente sul web, è stata appoggiata dall’amministrazione puteolana.

Per Carla, una folla commossa. Centinaia di persone hanno sfilato in silenzio da piazza a Mare fino a piazza della Repubblica. Per Carla e per tutte le donne vittime di violenza, una folla che non vuole più che si rimanga in silenzio.

Basterà “munirsi di candela e che la luce della stessa sia l’unione dei nostri cuori – è stato il messaggio diffuso sui social alla vigilia della fiaccolata – in preghiera di chi è vittima della mancanza di rispetto alla vita altrui e alla vita in se stessa”. E così è stato, centinaia le candele accese, ma anche tanti palloncini bianchi che sono stati fatti volare in cielo per la giovane donne che lotta per restare in vita.

“E’ ora di rispondere, almeno con atti di solidarietà concreta, a quel richiamo di battaglia culturale e giustizia cui tutti aneliamo perché Carla avrebbe potuto essere nostra sorella, figlia, cugina, nipote, amica e comunque pur non essendola è un’altra donna vittima di violenza”, ha spiegato l’associazione Frida Kahlo, attiva a Marano con due sportelli antiviolenza gratuiti e presente ieri, come tantissime altre associazioni, alla fiaccolata.
“La città di Pozzuoli‬ – ha commentato il sindaco Figliolia poco dopo la fiaccolata – ha risposto con grande sensibilità all’appello per essere vicini a Carla. Facciamo il tifo per lei. La situazione è davvero delicata e questa sera abbiamo dato una testimonianza di solidarietà davvero forte, come comunità. Grazie anche ai sindaci flegrei che hanno voluto esserci vicini”.

E continuano a diffondersi sui social hashtag di solidarietà per la donna, come #Carlaresisti e #resistiCarla, utili a diffondere pensieri di vicinanza alla vittima dell’aggressione e contro la violenza di genere.
Intanto, restano gravi le condizioni della 38enne. Ha ustioni sul 40% del corpo. La bimba, nata dopo 34 settimane di gestazione, sta bene.

Il compagno, Paolo Pietropaolo, è stato arrestato mentre fuggiva. “Mi tradiva”, ha detto il 40enne agli investigatori, scoppiando in lacrime dopo aver raccontato di averle dato fuoco quando ha avuto la conferma che la sua compagna aveva un’altra relazione. Sarebbe stata proprio la donna, ha sostenuto Pietropaolo, a farglielo sapere: una storia iniziata qualche mese fa di cui lui sospettava.

“Ho visto che lui la riempiva di pugni. Sono intervenuto per cercare di salvarla e l’ho spinto verso un muro”. Così, in lacrime, Gennaro Tassieri, racconta come ha cercato di salvare la donna da Pietrapolo. “Carla mi ringraziava: ‘Ci hai salvati’ mi diceva riferendosi al fatto che aspettava un figlio. Poi però lui è andato a prendere una bottiglia dalla macchina, dall’odore ho capito che era alcol. Ho cercato di prenderla ma non ci sono riuscito e poi ho visto lei tra le fiamme”.

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