Politica

Campania, la Regione approva la legge anti-fannulloni

di Redazione

Il Consiglio regionale della Campania approva la prima legge dell’era Vincenzo De Luca. Si tratta della normativa che prevede la alla semplificazione amministrativa, normativa, e contiene articoli per la liberalizzazione delle attività economiche, in materia di artigianato e di semplificazione del cittadino e dell’imprenditore.

 Per il centrodestra si tratta di “una legge truffa”, come definita, dal capo dell’opposizione, Stefano Caldoro. “Di semplificazione – sottolinea l’ex governatore campano – in quel disegno di legge non c’è niente. I tre consulenti previsti costeranno 250 mila euro, così come previsto da un articolo che riguarda l’istituzione della figura di questi esperti”.

Il capogruppo di Forza Italia, Armando Cesaro, evidenzia un altro aspetto e cioè il mancato coinvolgimento delle associazioni sindacali. Dalla Cgil, rende noto, è arrivata una nota con la richiesta di essere ascoltati nella Commissione competente, quella per gli Affari istituzionali, “per spiegare le proprie osservazioni in merito agli aspetti del personale regionale”.

Il sindacato fa riferimento agli emendamenti presentati dallo stesso Cesaro secondo cui la Finanziaria regionale del 2007 già prevedeva, in materia di sanzioni, la responsabilità dei procedimenti lenti in capo ai dirigenti e che oggi si scarica anche sui funzionari. Inoltre, per le sanzioni ai dirigenti e funzionari fannulloni, ma responsabili del procedimento sono previsti tagli anche al trattamento accessorio (e non è possibile visto che è regolato per legge Ccnl) e alla cosiddetta posizione organizzativa che al di là di tutto è revocabile in qualsiasi momento. “E’ evidente che questa legge, attesa la richiesta di audizioni – aggiunge Cesaro – dovrebbe tornare in commissione per i dovuti correttivi”.

L’approvazione della norma avviene con voto elettronico, con 30 preferenze e tre astenuti, tra non poche polemiche da parte delle opposizioni, soprattutto quando è stata negata dal presidente del Consiglio regionale della Campania, la richiesta di avere dieci minuti di sospensione dei lavori per “discutere nel merito la legge”.

A tal punto i forzisti, gli esponenti della Lista Caldoro Presidente, Ncd e grillini sono usciti dall’aula e al rientro hanno comunicato di non partecipare al voto per dissenso politico. La seduta è proseguita, nell’incredulità dei consiglieri d’opposizione, per i metodi adottati. Se da un lato il governatore De Luca si dice soddisfatto per tale legge, annotando che “l’approvazione della medesima è un primo passo in avanti per la sburocratizzazione nella nostra regione”.

“Diamo tempi certi, – prosegue De Luca – massimo 90 giorni, per l’iter amministrativo regionale; cancelliamo le commissioni per commercio ed artigianato; creiamo lo Sportello Unico Regionale per le imprese. Comincia una vera e propria rivoluzione per velocizzare e favorire gli investimenti, la nascita di nuove imprese, la creazione di lavoro. Noi abbiamo sostenuto questo processo, altri no”. Dall’altro il capogruppo forzista, Armando Cesaro, ritiene che la norma metta “il bavaglio al Consiglio, castiga i lavoratori e complica la vita al tessuto produttivo campano”. “Con l’approvazione della legge – dichiara Cesaro – che dice di voler semplificare l’apparato burocratico, la vita ai cittadini e alle imprese rendendo tutto più complicato, il Consiglio regionale di centrosinistra ha scritto una prima pessima pagina della storia di questa consiliatura, mortificando il ruolo dell’opposizione, dell’intera assemblea e persino delle inascoltate categorie sociali e sindacali della Campania”.

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