Politica

Sagliocco, una caduta “programmata”? Stabile: “Ecco come andò”

di Antonio Arduino

Aversa – La fine dell’amministrazione Sagliocco potrebbe essere stata decisa dagli stessi componenti della maggioranza, sindaco compreso. Una decisione, forse, presa cogliendo a volo l’occasione offerta dall’assenza del presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Stabile, alla ripresa dell’assemblea che doveva approvare il bilancio di previsione 2015, sospesa per l’ora di pranzo.

L’ipotesi emerge dal racconto fatto da Stabile, intervistato per fare chiarezza su quelle che erano state le motivazioni dell’assenza considerata da tanti una scelta politica personale del presidente del consiglio. Un’assenza che ha dato spazio alle più svariate ipotesi. Da un presunto accordo con l’opposizione decisa a disarcionare il sindaco, alla mancata presunta risposta ad una richiesta d’incarico ad un architetto, denunciata pubblicamente dall’avvocato Lello Santulli, ad altre basate tutte sulla presunta certezza di un malore accusato ad arte.

Qual era la verità? “Poco prima della sospensione per il pranzo ho accusato un dolore al torace”, racconta Stabile. “Preoccupato della cosa per i miei tanti problemi di salute durante la pausa –ricorda- chiamai il mio cardiologo che mi fissò un appuntamento immediato presso il suo studio”. “Al controllo – continua Stabile – mi trovò la pressione era alta e l’elettrocardiogramma atipico, di conseguenza mi diede una compressa sublinguale e mi fece rimanere nello studio circa tre quarti d’ora, dopo aver ripetuto i controlli mi ordinò di mettermi immediatamente a riposo a casa. Tramite mio figlio feci avvisare in comune della cosa. Durante la notte non riuscii a dormire, lo feci nelle prime ore del mattino e mi risvegliai verso l’ora di pranzo. Chiamai la segretaria comunale intorno alle ore 14 informandola ch ero a casa e chiedendole di mandarmi eventuali atti da firmare di mia competenza attraverso il messo comunale. Mi disse che si stava valutando l’ipotesi di convocare un consiglio d’urgenza e che appena fosse stato deciso qualche cosa mi avrebbe mandato il messo se sa fino fosse rimasto a casa. Le risposi che nelle condizioni in cui ero non mi sarei allontanato. Sono rimasto a casa la mattina, il pomeriggio, la notte, il mattino successivo senza averse alcun contatto dall’ente. Verso mezzogiorno ebbi una sudorazione fredda, mi prese l’ansia, la paura. Chiamai il mio cardiologo, Era in servizio presso l’ospedale di Pozzuoli così mi disse di raggiungerlo per un controllo immediato a seguito del quale mi ricoverarono per osservazione. A questo punto ho incaricato mio figlio d’informare la segretaria comunale dell’avvenuto ricovero e della conseguente mia indisponibilità ad assolvere i compiti di presidenza. Successivamente sono andato a Roma al Gemelli ma non occorre dire altro, Nei giorni seguenti ho appreso dalla stampa che alcuni consiglieri avevano chiesto una convocazione urgente”.

“A questo punto – conclude Stabile – faccio una riflessione, data la mia indisponibilità si poteva benissimo investire il consigliere anziano per la convocazione. Se la cosa non è stata fatta certo non è colpa mia”.

Questi i fatti dai quali emerge un dato che giustificherebbe l’ipotesi di una maggioranza che decreta la fine di una amministrazione che si reggeva solo sul voto del sindaco per poi tornare in sella con nuove elezioni e nuovi accordi preelettorali. Fantasie, forse ma in politica tutto è possibile come dimostra la storia della Repubblica Italiana che ci mostra seduti in parlamento, nazionale o europeo, ex onorevoli tornati in sella dopo tangentopoli o rimasti in sella nonostante siano stati attenzionati della magistratura.

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