Pd: “Nostre denunce avvalorate dalle parole di Auletta”

di Redazione

 SUCCIVO. “Dopo quasi un anno di seria e serrata opposizione, le denunce e le battaglie del Partito Democratico sono state avvalorate da alcune affermazioni del consigliere Auletta”.

Lo affermano dalla segreteria del Pd di Succivo, con riferimento alla decisione adottata dal consigliere Auletta, il quale ha abbandonato il gruppo consiliare di maggioranza asserendo che “dopo più di 7 mesi con estrema delusione per gli atteggiamenti e le mancate risposte del sindaco e della maggioranza su questioni riguardanti la gestione, a me poco chiara, delle politiche sociali; sono costretto per loro volontà ad abbandonare il gruppo consiliare di maggioranza. Tutto mi è stato motivato dicendomi che ero dinanzi ad un bivio: o sceglievo di fare il consigliere comunale o sceglievo di fare il marito della presidente della cooperativa ME.RA.viglia, garantendomi in questa seconda ipotesi ogni riguardo…Continuerò così come ho sempre fatto e nel rispetto del mandato che ho ricevuto a dire le cose così come stanno senza aver paura di alcuno, ne padri e ne figli. Non sono certamente io lo sprovveduto che si seduto con la volontà di gustarsi la tanto attesa ‘pizza’. A questo punto mi convinco sempre più che sono abituati ad avere 2 pesi e 2 misure, perché con me vogliono applicare quello che avrebbero dovuto applicare ad altri dove vi era ed è un conflitto di interessi, legalmente indimostrabile, ma moralmente evidentissimo”.

Ora i democratici succivesi commentano: “Legalità e trasparenza, capisaldi del nostro agire politico, ci impongono una seria riflessione su tali dichiarazioni che rappresentano l’ennesima dimostrazione della politica di malaffare che si respira in consiglio comunale e delle falle di un’amministrazione che vaneggia cambiamenti ormai poco accreditati. Sorgono, inoltre, spontanei dei quesiti legittimi. Quali riguardi avrebbe garantito questa amministrazione di giovani leve e di paladini della rigenerazione politica al marito della presidente della cooperativa ME.RA.viglia? Quale padre o quali padri amministrano, col tacito assenso del mite primo cittadino, in nome e per conto dei figli? Dopo la vicenda Pascale/Teverolaccio e le vicissitudini relative al portavoce del sindaco sono terminate le spartizioni di ‘pizza’ o il tanto esaltato bene comune sarà per l’ennesima volta subordinato alla necessità di pagare ulteriori cambiali elettorali? Esiste, dunque, chiaramente una losca tresca ma il Pd non cesserà di impegnarsi a far luce su tali misfatti”.

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