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Morra (M5S): “Le bufale di Salvini sulle morti in mare e la questione siriana”

Il senatore Nicola Morra (Movimento 5 Stelle), sulla questione migranti, definisce “bufale” quelle di Matteo Salvini quando parla delle morti in mare, aumentate, secondo il leader della Lega, con il nuovo governo targato M5S-Pd. “E’ un problema di geopolitica caro Salvini”, dice Morra, accusando l’ex ministro di voler continuare a fare propaganda sul tema dell’immigrazione.

E, proprio sul fronte geopolitica, il presidente della Commissione Antimafia affronta anche il tema della guerra in Siria e della decisione “choc” presa domenica da Donald Trump di scaricare gli storici alleati curdi e dare il via libera alla Turchia per un’operazione militare in Siria. Una totale inversione di rotta della politica americana in Medio Oriente. Ankara, infatti, considera i curdi un’organizzazione ostile e da sempre tenta di interrompere il supporto finanziario e militare che gli Usa forniscono al gruppo. Quelle forze siriane democratiche, di cui la minoranza curda fa parte, che però finora sono state le truppe più affidabili degli americani nella lotta allo Stato islamico. Nessun cenno tuttavia al destino dei curdi che abitano la zona, i quali hanno definito la mossa di Trump una “pugnalata alle spalle”.

Per Morra “non deve passare sotto silenzio ciò che sta avvenendo in Siria dove, piuttosto che intervenire per placare le acque, nazioni protagoniste delle scena internazionale, come Usa, Russia e Turchia sono intervenute per garantire i propri interessi”. Si deve pretendere, sottolinea il senatore pentastellato, “che l’Europa e l’Onu facciano sentire la loro voce, altrimenti è hai voglia a dire ‘chiudiamo i porti’, poiché i flussi migratori sono soprattutto terrestri. Lo sa bene il governatore del Friuli, il leghista Fedriga, che è attraversando via terra i Balcani che i profughi curdi e siriani sono giunti in Europa”. “E guarda caso – sottolinea ancora Morra – la Germania si è presa questi profughi che hanno un tasso di alfabetizzazione e scolarizzazione più importante, e quindi più capaci di integrarsi nelle società europee, scaricando sugli altri Paesi, causa il trattato di Dublino, i migranti la cui integrazione risulta molto più difficile”. “Allora ragioniamo e non facciamo facile propaganda”, conclude Morra.

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