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Catania, neomelodica incide disco con Reddito Cittadinanza: oscurati manifesti

Rimossi, a Catania, i manifesti pubblicitari, situati nei viali Usodimare, La Malfa e Fratelli Vivaldi, ritraenti la promozione dell’uscita del primo lavoro discografico della neomelodica Agata Arena, finita nell’occhio del ciclone per il presunto uso improprio del sussidio del Reddito di Cittadinanza, che sarebbe stato utilizzato per incidente un disco. E’, infatti, sotto indagine per truffa aggravata.

Come accertato, il titolare degli impianti ha dichiarato di non averne autorizzato l’affissione e, pertanto, la cantante e il suo manager hanno occupato abusivamente gli spazi pubblicitari nelle suddette vie. I poliziotti quindi, nella giornata di sabato, unitamente a personale specializzato della polizia municipale appartenente al nucleo tributi locali, hanno oscurato tutti i manifesti che ritraevano Agata Arena. Alla luce di quanto esposto, alla neomelodica sono stati contestati tre illeciti amministrativi ai sensi del regolamento comunale sulla pubblicità, in qualità di responsabile dell’affissione. Irrogate diverse migliaia di euro di sanzioni. Il manager dell’artista è stato individuato come obbligato in solido dell’illecito amministrativo. Ulteriori sanzioni sono state irrogate anche al legale rappresentante della società di pubblicità perché, privo di valido titolo autorizzativo, ha continuato a mantenere installati, in sede pubblica, gli impianti. L’artista, dunque, è stata individuata quale committente e beneficiaria del messaggio pubblicitario.

La Polizia municipale effettuerà ulteriori accertamenti sulla regolarità dell’installazione degli impianti. Sono in corso ulteriori verifiche e accertamenti della polizia in relazione a possibili manifestazioni non autorizzate, nella zona di piazza Caduti del Mare, da parte della cantante, che nei giorni scorsi avrebbe organizzato e partecipato a un concerto accompagnato addirittura da fuochi d’artificio.

Tutto nasce dai controlli effettuati dalla polizia nel quartiere di Librino che hanno preso di mira un minimarket in viale San Teodoro, nei pressi del quale campeggiava il cartellone promozionale dell’uscita del primo album da solista della Arena. “Io non lavoravo più in quella bottega, – spiega la cantante – ho presentato domanda per il reddito di cittadinanza perché ho necessità veramente, non volevo certamente truffare. Per quanto riguarda l’attività di produzione discografica in corso, posso dire che i soldi non li sto investendo io – precisa ancora la Arena – tutto è frutto del lavoro di un mio amico, che è il mio manager, che crede in me e sta investendo i soldi puliti della sua azienda. Anche i cartelloni pubblicitari li ha fatti realizzare lui. Con le due mensilità del reddito che ho percepito non potevo di certo finanziare il cd. Basta verificare i movimenti che ho fatto con la carta”. “Forse pago il fatto di portare un certo cognome – commenta la cantante che è la nipote dello storico boss Giovanni Arena – ma io sono io e la mia famiglia è la mia famiglia, e non c’entro niente con tutto ciò che la riguarda”.

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