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Maturità 2019, ecco le tracce: Ungaretti, Sciascia e anche Gino Bartali

E’ il giorno della prima prova scritta dell’esame di maturità 2019. Tra le tracce proposte c’è “Risvegli”, brano tratto da “Il porto sepolto”, confluito nella raccolta “L’allegria”, di Giuseppe Ungaretti. Poi Leonardo Sciascia, con un brano tratto dal romanzo “Il giorno della civetta”. Un’altra traccia è Corrado Stajano con “Eredità del Novecento. L’esame, nella nuova versione, tocca a 520.263 candidati (502.607 interni e 17.656 esterni).

La prima prova del 19 giugno è composta da 7 tracce: gli studenti ne dovranno scegliere una secondo la loro sensibilità e le loro competenze. La seconda prova (20 giugno) sarà invece multidisciplinare per tutti gli indirizzi di studio che hanno più di una materia caratterizzante. Durante gli orali, invece, non si discuterà della tesina ma sarà diviso in 4 parti diverse.

Alle 8:30, con l’apertura del plico telematico, è scattata la prima prova scritta, ovvero il tema di italiano. Gli studenti possono scegliere tra tre tipologie di tema: tipologia A “Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano”; tipologia B “Analisi e produzione di un testo argomentativo”; tipologia C “Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità”. A disposizione 6 ore al massimo per completare l’elaborato.

Ungaretti – “Risvegli” è una breve poesia che confluisce ne “Il porto sepolto”, prima raccolta di Ungaretti, pubblicata a Udine nel 1916. La lirica, assieme alle altre del “Porto sepolto”, confluirà poi nella “Allegria di naufragi” del 1919 e poi nelle successive edizioni della raccolta, diventando una delle più note della poesia ungarettiana. Il poeta stesso ha spiegato più volte nei suoi scritti il senso del titolo di questa raccolta: da ragazzo conobbe dei giovani ingegneri francesi che gli parlarono di un porto sommerso esistente ad Alessandria d’Egitto, città natale dell’autore. Ungaretti rimase profondamente colpito da questa storia proprio perché queste rovine sarebbero rimaste nascoste per sempre: il titolo indica quindi qualcosa di oscuro ed indecifrabile.

Sciascia – Il brano di Leonardo Sciascia, è da “Il giorno della civetta”. Il romanzo racconta la storia di alcuni omicidi commessi dalla mafia e della lotta del comandante dei Carabinieri Bellodi per scoprire la verità e arrestare i colpevoli. Venne terminato nel 1960 e pubblicato per la prima volta nel 1961 dalla casa editrice Einaudi. Trae spunto da un episodio reale di cronaca: l’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia per mano della mafia, avvenuto a Sciacca nel 1947. L’ispirazione a fatti reali e di cronaca è un elemento tipico della scrittura di Sciascia. Sciascia, da sempre interessato alla situazione socio-economica della sua terra d’origine, era da tempo impegnato nella denuncia della mafia, che imperversava ignorata e impunita su tutto il territorio. Lo scrittore decise così di servirsi del genere romanzo giallo – cui spesso ritornerà per le sue opere successive – per poter esprimere il suo risentimento e trasporre in una cornice letteraria la cronaca di un fatto realmente avvenuto. Nel 1968 il regista Damiano Damiani ha tratto un film da questo romanzo.

Stajano, Sloman-Fernbach e Montanari – I maturandi hanno la possibilità di scegliere anche un tema argomentativo e tra le proposte c’è un testo tratto dalla raccolta di saggi “La cultura Italiana del Novecento”, in cui Corrado Stajano commenta le frasi di alcuni protagonisti del ventesimo secolo. Un’altra proposta è un testo di Steven Sloman e Philip Fernbach tratto da “L’illusione della conoscenza”. “L’importanza del patrimonio culturale”, partendo da un libro di Tomaso Montanari (“Istruzioni per l’uso del futuro. Il Patrimonio culturale e la democrazia che verrà”) è il terzo tema per il testo argomentativo.

Dalla Chiesa e Bartali – Tra i temi d’attualità uno è sull’importanza degli uomini di Stato per la storia del nostro Paese, traendo spunto da un discorso fatto dal prefetto Luigi Viana in occasione dei 30 anni dall’uccisione, per mano della mafia, del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; l’altro invita a interrogarsi sul Ruolo dello sport nella storia e nella società, partendo da un articolo del giornalista Cristiano Gatti che racconta le gesta del ciclista Gino Bartali.

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