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Addio al polistirolo in mare: il progetto di Polieco ed Eataly per il trasporto del pesce

La plastica usa e getta costituisce una delle principali minacce per i nostri mari e oceani. Bottiglie di plastica e cassette di polistirolo fra i rifiuti che ogni giorno i pescatori ritrovano nelle loro reti, ancora più pericolose quando si riducono a dimensioni inferiori ai 5 mm (microplastiche) ed entrano nella catena alimentare.

Il polistirolo nel settore alimentare – Ogni anno in Italia vengono utilizzate 20mila tonnellate di polistirolo (Eps) nel settore alimentare, delle quali 14mila sono destinate al settore ittico. In questo utilizzo l’Italia è il primo consumatore in Europa. Il polistirolo è un materiale economico e con buone prestazioni fisiche, ma allo stesso tempo presenta forti limiti ambientali: innanzitutto è un prodotto monouso e questo implica che diventi un rifiuto appena finisce di assolvere la sua funzione, ha uno scarso valore di mercato come rifiuto riciclabile (il 98% del suo volume è composto di aria) ed infine è difficile avviarlo a riciclo dopo l’utilizzo nel settore ittico.

Cassette di polietilene riutilizzabili: la sperimentazione sbarca a Slow Fish – Con il comune obiettivo di ricercare una soluzione alternativa all’uso del monouso nella pesca, in grado di prevenire l’inquinamento del mare, nasce l’incontro fra Eataly ed il consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene PolieCo. Lo start di una sperimentazione congiunta che prevede la sostituzione del polistirolo con casse riutilizzabili e riciclabili vede protagonista la cooperativa di pescatori di Civitavecchia.  I pescatori passando all’utilizzo di cassette in polietilene a partire dai pescherecci eviteranno la produzione del rifiuto a monte. Le cassette contenenti i prodotti dei pescatori arriveranno nei punti vendita di tutta Italia e, dopo che il prodotto sarà messo sui banchi di Eataly, saranno sanificate per ritornare sui pescherecci ed ospitare nuovo pesce fresco che successivamente sarà ancora nelle pescherie di Eataly. Il progetto sarà presentato domani al Porto antico di Genova, nell’ambito di Slow Fish, ad un incontro al quale prenderanno parte il presidente del Comitato scientifico di Slow Fish Silvio Greco, il presidente della Stazione zoologica “Anton Dohrn” Roberto Danovaro, il direttore generale dell’istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale Paola Del Negro, il presidente di Slow Food Carlo Petrini, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sottosegretario del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Salvatore Micillo.

Il progetto Eataly – Polieco – “Privilegiare il riutilizzo dei beni in polietilene, prima del riciclo e del recupero, è una priorità del PolieCo pronto a sostenere le imprese che intendono cogliere la sfida di una vera economia circolare, garantendo così la tutela dell’ambiente e la conseguente riduzione dei rischi per la salute. – afferma il presidente del consorzio PolieCo Enrico Bobbio – E’ necessario ricorrere a prodotti che possano essere utilizzati più volte e che dunque siano progettati con questo scopo e con la previsione ulteriore che poi, una volta giunti a fine vita, possano essere avviati facilmente a riciclo”. “Questo progetto è parte della strategia attuata da Eataly nell’ambito della ricerca di sostenibilità ambientale in tutti i settori e in tutti i processi produttivi – spiega il responsabile Marketing e Comunicazione di Eataly, Marcello Favagrossa – vogliamo contrastare l’utilizzo del polistirolo monouso attraverso la ricerca di nuovi materiali, atti al trasporto del delicato prodotto ittico e di nuovi processi produttivi e logistici per consentirne il riutilizzo e il riciclo. La Cooperativa dei pescatori di Civitavecchia è complice virtuoso di questa sperimentazione, come ricevente e utilizzatore dei nuovi imballi in polietilene – aggiunge Favagrossa – si tratta quindi del coinvolgimento esemplare di tutta la filiera, unica possibile carta vincente per coinvolgere rapidamente tutte le cooperative di pescatori che forniscono il pesce ai nostri negozi e contribuire così, attraverso la nostra piccola parte, alla pulizia dei mari e alla salute delle specie ittiche”.

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