Trentola Ducenta

Trentola Ducenta, borseggiatrici al “Jambo”: i retroscena dell’arresto

Emergono nuovi retroscena sull’arresto delle due donne, G.V., 22 anni, e D.T.F., di 44, entrambe residenti a Napoli, arrestate dai carabinieri al centro commerciale “Jambo” di Trentola Ducenta per aver rubato dalla borsa di una quarantenne un portafogli contenente 20 euro, documenti d’identità e carta di credito.

Le due malviventi sono state individuate grazie al monitoraggio del gruppo di sicurezza interno del centro commerciale che, da circa tre settimane, aveva ricevuto la segnalazione di furti di portafogli a danno di clienti intenti a fare compere. Esaminando con cura le registrazioni delle telecamere interne si riusciva a dare un volto ai responsabili: si trattava di due donne apparentemente italiane, una di carnagione chiara, corporatura normale con capelli biondo-rossi e l’altra di carnagione olivastra, corporatura esile e capelli scuri.

Ogni volta che si registravano furti di portafogli, nelle registrazioni delle telecamere i volti di queste due donne erano sempre presenti, in special modo nei dintorni del luogo segnalato. Entrambe, in ogni circostanza, non solo erano sempre presenti ma si allontanavano dal luogo segnalato a passo spedito. Appurato che si trattava di due persone da tenere sotto controllo, in quanto potenziali artefici di quanto stava accadendo sempre con maggiore frequenza, si riteneva necessario estrapolare dai filmati delle telecamere le foto dei loro volti al fine di poterle individuare qualora si fossero ripresentate all’interno del centro commerciale. Per questi motivi, l’amministrazione del centro commerciale, oltre al foltissimo gruppo di sorveglianza che quotidianamente svolge attività di custodia e tutela nelle aree del centro, incaricava un gruppo di vigilantes esclusivamente allo scopo di individuare e consegnare alle autorità competenti i responsabili di queste attività criminali che, come sottolineano dal centro Jambo, non si erano mai registrati in passato.

Così, domenica 31 marzo, intorno alle ore 16.30, le due donne venivano individuate all’interno dell’ipermercato Conad attraverso il sistema di videosorveglianza dagli operatori di servizio nella sala controllo. Con notevole destrezza le due portavano a termine un furto di un portafogli a danno di un uomo intento ad esaminare dei prodotti esposti sugli scaffali, fatto questo si allontanavano e si dirigevano nella galleria commerciale. Appurato ciò, gli operatori di servizio nella sala controllo allertavano immediatamente i vigilantes di servizio nella galleria del centro, i quali, mimetizzati tra la folla, individuavano subito le due e le seguivano a distanza senza mai perderle di vista. Giunte all’interno del negozio “Piazza Italia”, le due riuscivano a portare a termine un ulteriore colpo, questa volta a danno di una donna anch’essa distratta ed intenta ad esaminare dei capi di abbigliamento ma ignara di quanto stesse subendo. Appurato quest’ulteriore reato, i vigilantes che stavano tenendo d’occhio le due, a pochi metri di distanza, fingendosi dei semplici clienti, allertavano immediatamente i carabinieri della stazione di Trentola Ducenta e, nel contempo, continuavano a pedinare le ladre che oramai stavano guadagnando l’uscita del centro.

Arrivatea pochi metri dall’uscita del centro commerciale, proprio nei pressi del negozio “Lacoste”, le due donne venivano accerchiate e bloccate dai vigilantes che le stavano pedinando, tra le mani avevano ancora il portafogli sfilato dalla borsa della vittima nel negozio “Piazza Italia” pochi secondi prima. Bloccate in fragranza di reato, non opponevano resistenza e, ammettendo quanto commesso, cercavano di persuadere i vigilantes affermando di restituire tutto allo scopo di essere lasciate libere. Alle ore 17.15 le due venivano consegnate ai carabinieri di Trentola Ducenta, i quali le traevano in arresto con l’accusa di furto aggravato con destrezza, che si aggiungeva a numerosi reati specifici e ripetuti a loro carico. La refurtiva, interamente recuperata, veniva riconsegnata alla vittima, mentre le ladre venivano processate al tribunale di Napoli Nord nella giornata del 1 aprile e sottoposte agli arresti domiciliari.

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