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Festival di Venezia, a Julie Andrews il leone d’oro alla carriera

Immediata risposta della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia al Festival di Cannes, suo competitor più accreditato sia per tradizione sia per prestigio planetario. Quindi mentre in Croisette, qualche giorno fa, veniva rivelato il nome del presidente di giuria, in Laguna si annuncia il destinatario del Leone d’Oro alla carriera, che verrà consegnato nel corso della rassegna in programma dal 28 agosto al 7 settembre prossimi. Si tratta della britannica Julie Andrews, una delle attrici maggiormente rappresentative della Settima Arte di tutti i tempi.

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale e comunicata dal direttore Alberto Barbera il quale ha sostenuto fortemente la designazione con la seguente motivazione: “il Leone d’Oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”.

La mitica e inimitabile Mary Poppins del grande schermo, ruolo che le è valso l’Oscar nel 1965, ha appreso la notizia con entusiasmo, dichiarandosi “molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’Oro alla carriera”, e aggiungendo “la Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio la Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro, e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione così speciale”. L’attrice, una delle più premiate della storia del cinema, ha cominciato la sua carriera da bambina prodigio nella natìa Inghilterra, grazie a una voce portentosa di quattro ottave, e si è, successivamente, imposta a Hollywood per le sue doti di polivalenza artistica, che l’hanno portata a diventare la star maggiormente pagata e richiesta degli anni Sessanta.

Oltre a quella fornita in “Mary Poppins” (1964) di Robert Stevenson, suo film di debutto, rimangono indimenticabili le performance realizzate nei musical “Tutti insieme appassionatamente” (1965) di Robert Wise, nei panni dell’adorabile e canterina governante Maria, e “Victor Victoria” (1982) diretto dal marito Blake Edwards, lungometraggio che l’ha resa un’icona gay per la sua perfetta immedesimazione in un personaggio “en travesti”. Attiva fino al 2010, come interprete cinematografica, e fino allo scorso anno, in veste di doppiatrice, vanta, anche, un curriculum teatrale e televisivo di tutto rispetto. Nel 1997 è stata vittima di un’operazione chirurgica alla gola, che l’ha, disgraziatamente, privata per sempre della sua voce melodiosa, ricevendo un indennizzo di venti milioni di dollari per il danno ricevuto, non solo da lei ma, indubbiamente, dal mondo intero.

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