Caserta Prov.

Incendio Stir S.Maria CV, Gisec: “Probabile dolo”. Di Maio annuncia Cdm straordinario

Si fa sempre più strada l’ipotesi del dolo all’origine dell’incendio che, la scorsa notte, è divampato nello Stir di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, mandando in fumo oltre 500 tonnellate di rifiuti (leggi qui). Il presidente della Gisec, società della Provincia di Caserta che gestisce lo Stir, Fulvio Fiorillo, ha spiegato che “l’incendio ha riguardato dei rifiuti già imballati per essere trasportati dall’inceneritore”. “Fortunatamente – prosegue Fiorillo – abbiamo vasche con centinaia di migliaia di litri d’acqua che hanno aiutato i Vigili del fuoco nelle operazioni di spegnimento. Questa mattina i conferimenti di rifiuti sono già ripartiti. In ogni caso avvieremo un’indagine interna, che andrà di pari passo con quella delle forze dell’ordine e della magistratura”.

Sulla matrice del rogo Fiorillo fa capire che propende per l’ipotesi dolosa. “Aspettiamo gli accertamenti dei Vigili del fuoco, ma sin da ora posso dire che sarebbe strano se il rogo non fosse doloso. I rifiuti in fiamme non erano di tipo organico, ma indifferenziato. Certo, troviamo spesso in questa tipologia di immondizia accendini o bombolette spray, ma è sempre necessaria una scintilla per innescarli e farli scoppiare”, conclude il presidente della Gisec.

Intanto, questa mattina, in Prefettura a Caserta, si è tenuta una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica alla presenza del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, per fare il punto della situazione su questa nuova escalation criminale sul fronte dei rifiuti. Nei mesi scorsi, infatti, altri roghi hanno interessato gli Stir di Casalduni (Benevento) e Battipaglia (Salerno); numerosi sono anche gli incendi che hanno coinvolto le aziende private che trattano varie tipologie di rifiuti, da ultimo la Lea di Marcianise, e sempre nel Casertano la Gesia di Pastorano; nel napoletano sono stati colpiti un impianto a San Vitaliano e un altro a Caivano. “Con l’incendio allo Stir di Santa Maria Capua Vetere, il quarto in pochi mesi in Campania, siamo al punto di non ritorno. Come ministro dell’Ambiente mi sono sentito con altri colleghi, e ho sentito anche sull’argomento il premier, perché è necessario che il Governo intervenga nel suo insieme con forza e vigoria”, ha detto il ministro Costa, al termine di un sopralluogo allo Stir.

“Lo Stato – ha sottolineato l’esponente del governo – non ha nessuna intenzione di ritornare nell’emergenza che abbiamo vissuto venti e più anni fa. Non ci faremo mettere in ginocchio da qualche criminale. Saranno le indagini a stabilire la causa del rogo allo Stir, ma posso già dire che gli impianti vanno presidiati in modo adeguato, vediamo cosa non ha funzionato, ma questa tipologia di incendi ci lascia molto perplessi”. Costa dice a chiare lettere che “la camorra fa schifo, e fanno schifo tutti quelli che l’aiutano come i colletti bianchi. Ciò non vuol dire che dietro i roghi c’è sicuramente la mano dei clan, ma dico questo per ricordare a tutti che a quei tempi, quelli dell’emergenza, non si ritorna”. Nel corso della riunione del comitato, Costa ha anche annunciato che chiederà, a nome del Governo, una task force di carabinieri esperti in materia ambientale; ne ha già parlato con il comandante generale dell’Arma. Per il minsitro, inoltre, è necessario che l’Esercito presidi i siti a particolare rischio.

Sul tema è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio annunciando “un Consiglio dei ministri in provincia di Caserta o di Napoli e prendere provvedimenti importanti per la terra dei fuochi”. Per Di Maio è in atto una strategia criminale perché “si è passati da incendi sporadici a incendi organizzati. I depositi devono essere presidiati con nuove normative di sicurezza, serve prevenzione e più responsabilità di chi li gestisce. E poi servono più fondi”.

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