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Rubavano denti d’oro e preziosi ai defunti nel cimitero

Spogliavano i cadaveri di orecchini, bracciali, collane e altri preziosi posti addosso al feretro. Compresi i denti d’oro. Per questo quindici operatori cimiteriali del “Parco” di Torino sono finiti agli arresti domiciliari dopo la denuncia dell’amministratrice delegata e l’inchiesta condotta dal pm Gianfranco Colace. Gli “sciacalli” sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falsificazione di atti, peculato, distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere, ricettazione e concussione. 31, in tutto, gli indagati, tra i quali alcuni titolari di compro oro che acquistavano i denti a 15 euro al grammo.

Nella denuncia che ha fatto scattare l’indagine, presentata da Michela Favaro, amministratore delegato di A.F.C. Torino spa, società che gestisce i servizi cimiteriali, venivano segnalati comportamenti illeciti di alcuni operatori cimiteriali durante le esumazioni e le estumulazioni delle salme. I carabinieri hanno quindi verificato che gli operatori percepivano illecitamente somme di denaro da privati per lo svolgimento delle attività e si impossessavano dei beni sottratti ai cadaveri. In un caso, non avendo il tempo di estrarre i denti, è stata documentata l’asportazione dell’intero cranio del defunto. Durante le indagini, sono state anche filmate alcune grigliate organizzate nei vialetti del camposanto.

Inoltre, dopo le esumazioni, la regolare attività prevede che se i cadaveri sono scheletrizzati le ossa vengano riposte nell’ossario comune, oppure in cellette dove possono essere contenuti i resti di altri parenti con spese a carico della famiglia. Se invece il cadavere è ancora indecomposto è obbligatoria la cremazione con i costi a carico di Afc Torino. I necrofori godevano invece di un’indennità aggiuntiva di 20 euro a testa per tale operazione, spesso incassata ingiustamente – secondo l’accusa – perché i controlli effettuati hanno dimostrato che quasi sempre i cadaveri erano scheletrizzati.

“Aspettavamo da mesi la chiusura dell’indagine ora finalmente possiamo agire”, afferma l’assessore ai Servizi cimiteriali del Comune di Torino, Marco Giusta. “Da quando è stata presentata la denuncia – aggiunge – abbiamo iniziato assieme alla dottoressa Favaro a mettere in campo misure correttive, alcune già operative altre pronte ad essere avviate, grazie anche a una interlocuzione con l’assessorato alla Sanità regionale per la presenza di un medico legale durante le operazioni”.

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