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Corea del Nord, allarme dalla Francia: “Missili di Kim potrebbero raggiungere Ue”

I missili nordcoreani potrebbero essere in grado di raggiungere l’Europa “prima del previsto”: lo ha detto la ministra francese della Difesa, Florence Parly, nel corso di un intervento dinanzi ai militari a Tolone. “Lo scenario di una escalation verso un grande conflitto non può essere scartato”, ha affermato. “L’Europa rischia di essere alla portata dei missili di Kim Jong Un prima del previsto”, ha detto ancora Parly.

“Le recenti misure di autodifesa della Corea del Nord sono un pacco regalo rivolto unicamente agli Stati Uniti”, “ne riceveranno altri”. Aveva poco prima dichiarato Han Tae Song, ambasciatore della Corea del Nord all’Onu, parlando a Ginevra due giorni dopo il nuovo test di nucleare di Pyongyang.

Intanto, la Russia frena sulla richiesta americana di intensificare le pressioni sulla Corea del Nord, dopo che Pyongyang ha realizzato il suo sesto test nucleare facendo esplodere una bomba H. Secondo Vladimir Putin nuove sanzioni contro il regime di Kim Jong-un sarebbero “inutili ed inefficaci”.

Il leader russo ricorda che Pyongyang dispone di armi nucleari e un eventuale conflitto potrebbe portare a una “catastrofe globale”, una catastrofe nucleare “planetaria con moltissimi morti”. “Tutti ricordano bene cosa è successo in Iraq – ha dichiarato il leader del Cremlino a margine della chiusura del vertice dei paesi del Brics -. Saddam Hussein aveva rinunciato alla produzione di armi di distruzione di massa; tuttavia, con il pretesto della ricerca proprio di queste armi, è stato distrutto il paese e Saddam è stato impiccato. In Corea del Nord lo sanno bene tutti e se lo ricordano”. “C’è davvero qualcuno che pensa che solo per l’adozione di qualche sanzione, la Corea del Nord abbandonerà il percorso, intrapreso per creare armi di distruzione di massa?”, ha chiesto in modo retorico Putin.

La frenata di Putin arriva dopo che nella serata di lunedì, il presidente Trump e la cancelliera Angela Merkel si sono sentiti telefonicamente concordando invece che bisogna aumentare la pressione internazionale sul regime di Pyongyang attraverso sanzioni più forti. Il presidente americano ha ribadito che “tutte le soluzioni per affrontare la minaccia nordcoreana sono sul tavolo”, mentre la cancelliera ha affermato che “l’obiettivo resta una soluzione pacifica”. Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu intanto è esplosa ieri anche tutta l’irritazione statunitense con l’ambasciatrice Nikki Haley che ha affermato “quando è troppo e troppo” e ha anticipato la circolazione di una bozza di risoluzione che chiederà “le più forti misure possibili”.

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