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Vaccini, verso l’obbligo anche per docenti e personale Ata

Nella notte tra martedì e mercoledì è giunto il via libera della Commissione Igiene e Sanità del Senato al decreto vaccini. Nel pomeriggio l’approdo in Aula. Il testo esce con diverse modifiche rispetto a quello presentato.

I vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola scendono da 12 a 10: poliomielite, tetano, difterite, epatite B, hemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella. Non saranno dirimenti per l’iscrizione a scuola, ma saranno offerti gratuitamente (con un’offerta “attiva”, vale a dire con chiamata dalle Asl), i vaccini contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus. Per questi 4 è prevista una valutazione fra tre anni per l’eventuale eliminazione dell’obbligo.

Calano le sanzioni: la massima per i genitori inadempienti passa da 7.500 a 3.500 euro. Salta anche il riferimento alla possibile perdita della patria potestà per chi non vaccina i figli. Istituita un’Anagrafe vaccinale nazionale, e previste anche, ma rimane il nodo coperture che necessita del parere della Commissione Bilancio, le vaccinazioni per gli operatori sanitari e quelli scolastici. Introdotta infine la possibilità di effettuare le vaccinazioni in farmacia, misura che tuttavia vede contrari gli Ordini dei medici.

Le principali modifiche di questa notte sono sostanzialmente due. La prima, presentata dalla relatrice Patrizia Manassero (Pd) e fortemente auspicata dalle regioni, prevede dal 1 gennaio 2018 le vaccinazioni obbligatorie, o l’immunizzazione in seguito a malattia naturale, anche per operatori sanitari socio-sanitari e scolastici. Saranno esonerati in caso di accertato pericolo di vita.

L’emendamento, da quanto si apprende, sarebbe stato approvato senza il parere della commissione Bilancio e la relazione tecnica della Ragioneria dello Stato. Dall’anno scolastico 2019/2020 tra Asl e scuole ci sarà uno scambio di dati sui bambini e ragazza, da zero a sedici anni, che non sono in regola con il nuovo obbligo vaccinale.

Nelle scuole con più di 500 alunni, dove vige il sistema della reggenza, sarà esonerato un docente dall’insegnamento che si occupi dell’invio dei documenti che attestino la vaccinazione degli alunni. Lo ha deciso la commissione Sanità al Senato approvando un emendamento al decreto Vaccini, a prima firma Francesca Puglisi (Pd). La modifica prevede che il docente che si occuperà della documentazione (prevista dagli articolo 3 e 5 del dl) sarà scelto dal dirigente scolastico reggente tra il team di insegnanti che lo supportano in attività organizzative e didattiche. La riforma Buona scuola ha previsto, infatti, che il preside possa avvalersi di un gruppo di docenti (fino al 10%) tra quelli dell’organico dell’autonomia.

La seconda modifica riguarda l’istituzione dell’Anagrafe azionale vaccini, presso il ministero della Salute, per monitorare l’attuazione dei programmi vaccinali nella quale saranno registrati tutti i soggetti vaccinati o da sottoporre a vaccinazione, ma anche le dosi e i tempi di somministrazione dei vaccini.

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