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La “diaspora renziana” degli insegnanti. Il Tribunale di Napoli Nord riporta insegnante da Torino a Giugliano

Se è vero che il piano straordinario delle assunzioni varato dal governo Renzi con la cosiddetta “buona scuola” ha probabilmente portato a compimento la più grande stabilizzazione degli ultimi anni nella scuola, è altrettanto vero che è stata forse varata anche la più grande diaspora di insegnanti che si ricordi, costretti praticamente a vagare su tutto il territorio nazionale.

Il criticatissimo sistema del famigerato algoritmo, come è noto, il cui funzionamento resta oscuro e incomprensibile ai più, ha infatti assegnato cattedre a distanza di centinaia di chilometri dai luoghi di residenza, spesso a madri di famiglia, creando situazioni di enorme disagio e in molti casi di vero panico, come nel caso di una insegnante giuglianese, di improvviso ritrovatasi a Torino.

E’ di oggi, però, la pronuncia della Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli Nord (numero 23230/2017), che pronunciandosi in senso opposto a molti altri Tribunali soprattutto del nord Italia, ha accolto il ricorso di un’insegnante di Giugliano, M.D’A., difesa dall’avvocato Fabrizio Perla e che era stata assegnata ad una scuola piemontese, riportandola a casa.

Sebbene si sia pronunciato nella sede cautelare, a seguito di ricorso ex art. 700, la coraggiosa pronuncia del Tribunale aversano entra nel merito, con ampiezza di argomenti, proprio del sistema e della modalità con le quali il Miur ha proceduto alle operazioni di trasferimento, definite senza mezzi termini, “erronee” e che hanno portato ad assegnare posti in Campania ad insegnanti con punteggi inferiori.

Con tale pronuncia, pertanto, ha dichiarato il diritto della insegnante al trasferimento in una scuola che si trovi nell’ambito da lei prescelto o comunque da lei indicato in via preferenziale, dunque in Campania.

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