Aversa

Aversa, Shoah: il “Mattei” incontra la scrittrice Lidia Luberto

Aversa – In occasione della Giornata della memoria i ragazzi delle classi quinte dell’Isiss “Mattei” di Aversa, coadiuvati dal lavoro dei docenti, analizzando in letteratura il tema, affascinante e complesso, della memoria e della sua funzione per l’uomo hanno incontrato la scrittrice Lidia Luberto, autrice del libro “La casa delle bifore”. Dopo i saluti del dirigente scolastico, Giuseppe Manica, gli alunni si sono confrontati con la scrittrice sull’ importanza della memoria.

La storia, infatti, è costruita sui flashback della protagonista, Ursula Pannwitz, che come si legge: “Da mesi, ormai, era afflitta da un’insolita sensazione: i ricordi le si affacciavano alla mente la attraversavano come lampi, senza fermarsi. Sembravano finestre che si aprivano e si chiudevano. Un’immagine e, subito dopo niente. …”.

Rievocando i ricordi della protagonista, della sua infanzia e adolescenza trascorse in Germania durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra gli alunni hanno condiviso con la scrittrice il valore della memoria, l’importanza delle relazioni affettive e umane che accompagnano la nostra crescita e quella dell’ambiente sociale e culturale che ci circonda.

La memoria di Ursula che lentamente sbiadiva, l’esigenza di riacciuffare la sua vita precedente, il bisogno di non dimenticare perché “senza i ricordi avrebbe perso anche la propria identità” sono stati dunque il filo conduttore del dibattito che ha portato gli alunni a rimarcare l’importanza della memoria storica e la necessità di ricordare ciò che è stato. Perché qualcuno deve restare e continuare a raccontare. Il presente se non ha nulla dietro di sé è vuoto, è senza basi, senza radici

Parlare del passato per raccontare il presente, perché senza memoria non si possono trarre insegnamenti, non si possono costruire rapporti sereni, non si può rendere il mondo più bello e giusto. Questi i temi del dibattito

Se come diceva Cicerone “Historia magistra vitae, la storia è maestra di vita” tutti dovremmo trarre insegnamento non solo dai grandi eventi della storia ma dalle singole storie per meglio comprendere “ciò che è stato”

“La memoria ha un valore inimmaginabile, la memoria siamo noi e spetta a noi scrivere le pagine di questo grande libro che è la storia. Libro che ci accompagnerà per tutta la vita e che abbiamo il dovere di passare alle future generazioni per ricordare, sì, quello che siamo stati ma soprattutto per costruire un mondo migliore”, ha concluso il suo intervento Sara.

Come non darle ragione? La memoria storica è il pane del quale ciascuno di noi dovrebbe nutrirsi. L’incontro, organizzato dalla professoressa Patrizia Gallo, si è concluso con il “Processo all’indifferenza” che ha sottolineato il malessere degli uomini di ieri e di oggi: perché in fondo siamo tutti vittime. Nella vita non ci sono né vincitori, né vinti ma solo uomini.

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