Aversa

Aversa, al professor Ferdinando Romano la medaglia d’oro dell’Oftalmologia Italiana

E’ di Aversa la Medaglia d’oro Maestri dell’Oftalmologia Italiana 2016. Il premio annuale della Società di Oftalmologia Italiana è stato, infatti, attribuito al professor Ferdinando Romano, docente presso la Clinica Oculistica della Sun e primario presso l’Azienda Ospedaliera di Caserta.

Il professore aversano ha sempre lavorato sul territorio e ricorda gli anni della gioventù affermando: «Sono stati anni in cui le tecniche di chirurgia oculare hanno evidenziato un’esigenza innovativa, con una accelerazione spaventosa e fra questi ricordo l’impianto di cristallino artificiale in pazienti affetti da cataratta. Tutto ciò mi condusse in un vortice inaspettato di popolarità».

Romano è stato protagonista negli anni 80 e 90 delle nuove tecnologie tra cui i laser ad Eccimeri. Un’esperienza che ricorda affermando: «L’avvento del laser ad eccimeri ha consentito di semplificare tecniche chirurgiche complesse, eseguibili fino ad allora da pochi e dotati chirurghi oculisti campani, fra cui il sottoscritto, di trattare e correggere sia i difetti refrattivi sia patologie ectasiche della cornea, con tecniche lamellari, sia patologie glaucomatose con tecniche d’avanguardia di percolazione mediante maschere modulabili».

Esperienze che l’oculista aversano oggi trasmette alle giovani leve: «L’avvento come direttore dell’Uoc di Oculistica dell’Azienda Ospedaliera di Caserta mi ha dato l’opportunità di ricoprire il ruolo di docente per gli studenti del corso di laurea in medicina e chirurgia della Sun e per gli specializzandi della Clinica Oculistica. E’ stato, ed è tutt’ora, un’esperienza indimenticabile. Molti di loro sono oramai professionisti affermati e non hanno dimenticato che su quella stessa strada hanno camminato in molti, compagni di viaggio e di avventure, forti l’uno dell’energia dell’altro».

L’amore per la sua professione è talmente grande tanto che nella sua famiglia ora c’è una «colonia» i oftalmologi: «Su questo argomento sono imbarazzato. Sono stato guida dei loro primi passi nella chirurgia come nella vita e avverto di essere un genitore fortunato perché ognuno dei miei tre figli ha deciso di intraprendere la mia professione con determinazione e, quindi, con grande dignità. Auguro loro che possano assaporare sino in fondo la gioia di aver saputo scegliere la professione giusta».

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