Aversa

Aversa, Di Giorgio: “Una città a misura di diversamente abile”

Aversa – Una città a misura di diversamente abile. Questo uno dei primi, primissimi obiettivi che deve essere centrato per tutelare il diritto ad una vita “normale” di questi cittadini che to dall’amministrazione che governerà Aversa. Una città in cui il numero delle persone affette da limitazioni motorie e da problemi di vista, anche gravi, cresce continuamente.

Ad affermarlo è Liliana Di Giorgio, disabile su sedia a rotelle, che si batte da anni rappresentando la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. per tutelare il diritto ad una vita “normale” di questi cittadini aversani Un obiettivo che fino ad oggi è rimasto nel libro dei sogni a partire dall’accessibilità agli esercizi pubblici e dei bus Purtroppo malgrado le iniziative, sporadiche, fatte da alcuni sindaci, come Mimmo Ciaramella, nel primo mandato, che dispose l’abbattimento delle barriere architettoniche rappresentate dai gradini presenti all’ingresso di molti negozi della città, e malgrado sui veicoli circolanti ad Aversa sia presente il logo che indica la possibilità di accesso ai disabili su sedia a rotelle resta l’impossibilità per questi cittadini di fruire di servizi che sono disponibili per i cosiddetti “normodotati”.

“La mia proposta per la nuova amministrazione, chiunque ne sarà alla guida, è adoperarsi perché i diversamente abili superino il disagio fisico e psichico che in questo territorio è ancora una realtà invisibile che si consuma tra le mura domestiche, sia a livello di sostentamento fisico, sia economico creando impoverimento, logorio morale e isolamento sociale, non solo della persona con disabilità, ma anche delle famiglie”. “La mia proposta alla prossima amministrazione è – dice – dare voce e visibilità a questo mondo attraverso una consulta che abbia la possibilità di fare e non solo di ascoltare senza poter di fatto incidere, come avvenuto fino ad ieri, sulle scelte che interessano la vivibilità di noi diversamente abili”. “Perché – sottolinea – solo chi vive un problema che, come la disabilità, coinvolge l’intera famiglia può capire ed indicare le necessità di un diversamente abile e quindi suggerire gli accorgimenti necessari a superarle”.

“Per questo – continua Di Giorgio – propongo al sindaco che verrà di affidare l’assessorato alle politiche sociali a chi conosce il problema da dentro. Solo grazie ad un, purtroppo, esperto si può progettare una città più vivibile, dove poter accedere facilmente ad ogni struttura, all’aperto e al chiuso”.

“E’ una possibilità da garantire perché – afferma – l’accessibilità, dal punto di vista architettonico, è il primo passo verso l’inclusione e la partecipazione, anche se non basta”.

“A mio parere – conclude Liliana – accorre rimodulare anche l’assistenza personale e sanitaria da garantire al diversamente abile perché molti di noi, affetti da disabilità grave, per riappropriarci della nostra vita ed essere indipendenti, abbiamo l’esigenza irriducibile di essere accompagnati, affiancati da un’assistenza domiciliare soddisfacente, che non si limiti a tre o quattro ore settimanali”.

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