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Rapine e furti a Roma: preso “er Gnappa”, ex della Banda della Magliana

Roma – Manlio Vitale, detto “er Gnappa”, tra i fondatori della “Banda della Magliana”, è stato arrestato, insieme ad altre 23 persone, per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di efferate rapine in abitazioni, furto, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco.

Circa 200 carabinieri, con l’ausilio di unità cinofile e di un elicottero, hanno eseguito gli arresti, insieme a perquisizioni e sequestri, in tutta la provincia di Roma. Vitale, secondo gli inquirenti, rivestiva il ruolo di referente per i quartieri Tor Marancia e Garbatella, visto il suo stretto legame con Maurizio Abbatino, dal quale era stato designato ad intrattenere contatti con esponenti della ‘ndrangheta calabrese e della camorra napoletana.

Sequestrati quattro lussuosi appartamenti e sei veicoli riconducibili a Vitale, oltre a una dimora riconducibile ad un sodale. Tutti beni fittiziamente intestati a prestanome.

Vitale era tornato alla cronaca nell’ottobre 2010, quando insieme ad altre persone fu sorpreso mentre effettuava il carotaggio di una parete in cemento armato del caveau di una banca del centro di Caserta (leggi qui).

Considerato negli anni ’80 uno dei più stretti collaboratori del boss della Magliana Maurizio Abbatino (detto “Crispino”, che ha ispirato “il Freddo” nella famosa serie “Romanzo Criminale”), e amico di Enrico De Pedis, detto “Renatino”, Vitale, 67 anni, noto con il soprannome di “Er Gnappa” (“piccoletto” in romanesco), era il capo della componente dei “testaccini”.

Specializzato in stupefacenti e poi in ricettazione di preziosi, Vitale prese parte, l’11 novembre del 1977, al sequestro del duca Massimiliano Grazioli. Arrestato nel ’78, ’80 e ’85 fu coinvolto nell’omicidio di un componente della banda della Magliana, Amleto Fabiani. Il suo nome fu fatto anche per altri due omicidi, quello di un altro appartenente alla banda, Massimo Barbieri, e di una guardia giurata, Umberto Bozzolen, nel corso di una rapina nel 1982. Nel 2000, tra l’altro, fu accusato di essere uno dei mandanti del furto nelle 147 cassette di sicurezza nel caveau della Banca di Roma della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio nella capitale.

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