Esteri

Bruxelles, bombe in aeroporto e metro: 34 morti e oltre 130 feriti

Bruxelles – Nessuna tregua a Bruxelles dopo l’arresto di Salah Abdeslam. Sono 34, al momento, le vittime accertate, e 136 i feriti, provocati dalle esplosioni che martedì mattina hanno devastato l’aeroporto di Zaventem e due stazioni della metropolitana, Maelbeek e Schuman, nel cuore del quartiere che ospita le istituzioni Ue.

Quello avvenuto in aeroporto sarebbe stato un attentato suicida che ha provocato 14 vittime. Nello scalo l’allarme è scattato alle 8: è stata distrutta la sala partenze internazionali vicino ai banchi dell’American Airlines, nel terminal A. Tutti i vetri della struttura sono scoppiati. Le autorità hanno fatto sapere di avere trovato altri ordigni rimasti inesplosi. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito qualcuno gridare in arabo prima di spari e esplosioni.

Neppure il tempo di rendersi conto di quel che stava accadendo, e alle 9.30 si è visto del fumo uscire dalla stazione di metro di Maellbek, nel cuore del quartiere amministrativo di Schumann, a poche centinaia di metri dalla sede dell’Unione europea. In superficie nessuno ha sentito nulla, ma quella colonna grigia era la conseguenza di un altro attentato, anche questo, pare, opera di un kamikaze. Le due bombe alla Metro hanno provocato oltre 20 vittime e una cinquantina di feriti, alcuni gravi.

Alle 11.30 è arrivata una nuova esplosione in rue de la Loi, dove ha sede il governo: ma si sarebbe trattato, in questo caso, del pacco sospetto trovato poco prima in zona che sarebbe stato fatto brillare dagli artificieri.

La capitale europea è stata blindata, con l’esercito in strada e il traffico completamente paralizzato per permettere il passaggio delle ambulanze. Il livello di allerta in tutto il Belgio è stato elevato a 4, il massimo.

La metropolitana è chiusa e anche la stazione centrale, come l’aeroporto, è stata evacuata. Nella stazione di Maelbeek vi sarebbero quindici morti, 10 feriti gravi e ed altri 45 feriti più leggeri. Testimoni hanno riferito di aver visto persone coperte di sangue uscire dalla metro.

Non ci sono ancora rivendicazioni per l’attacco multiplo, ma online molti sostenitori dell’Isis già festeggiano. Lo riferisce la Bbc, aggiungendo che molti di loro stanno utilizzando l’hashtag in arabo #Brusselsonfire, simile al #Parisonfire usato dopo gli attacchi dello Stato islamico a Parigi il 13 novembre scorso.

Il presidente francese, Francois Hollande, ha convocato una riunione di crisi all’Eliseo dopo gli attentati di Bruxelles. Partecipano il premier Manuel Valls, il ministro della Difesa, Jean-Yves le Drian e quello degli Interni, Bernard Cazeneuve.

In Italia  il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha convocato nel pomeriggio, alle 15, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica al fine di valutare ulteriori misure di prevenzione e di contrasto alla minaccia terrorista.

Gli attacchi avvengono in una città ancora in stato di allerta a quattro giorni dall’arresto nella capitale belga di quello che era il terrorista più ricercato d’Europa, Salah Abdeslam, uno degli attentatori di Parigi. L’uomo, secondo quanto riferito dal ministro degli Affari esteri del Belgio Didier Reynders, progettava altri attacchi in Europa. E resta ancora latitante Najim Laachraoui, il venticinquenne considerato uno dei logisti della strage del 13 novembre, le cui tracce sono state trovate nel covo di Molenbeek. Secondo i media locali, Laachraoui potrebbe essere il responsabile della realizzazione delle cinture esplosive utilizzate negli attacchi a Parigi. Il suo dna è stato trovato su almeno due cinture: una usata al Bataclan e l’altra allo Stade de France.

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