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Papa Francesco: “Respingere i profughi Rohingya è guerra”

Papa Francesco torna ad ammonire i governi a proposito di profughi e accoglienza e, dopo che migranti Rohingya sono stati respinti di recente da Birmania,Malesia, Thailandia, Indonesia, dice: “Pensiamo a quei nostri fratelli cacciati da un Paese e poi da un altro. Vanno sul mare, quando arrivano a un porto gli danno un po’ d’acqua e poi li cacciano ancora. Questo è un conflitto non risolto. Si chiama guerra, violenza, uccidere”.

“Le tensioni si risolvono con il dialogo”, se affrontate bene portano “più in alto”, verso l'”armonia, ma l’armonia provoca un’altra tensione per essere più armonica”. Ragazzi, esorta il Papa, “non abbiate paura delle tensioni, ma anche siate furbi, perché se ami la tensione per la tensione, questo ti fa male e ti distrugge”. La tensione si risolve con il “dialogo, senza perdere la propria identità” “nel rispetto”. Papa Francesco lo ha detto rispondendo alle domande dei ragazzi del Movimento eucaristico giovanile.

“Soltanto in paradiso non ci saranno i conflitti”. “Cosa sarebbe una famiglia, una società senza conflitti? Sarebbe un cimitero, perché soltanto nelle cose morte non ci sono conflitti e tensioni”, ha sottolineato il Pontefice, in udienza per il centenario della fondazione del Meg. Il Papa ha affrontato i temi del conflitto, del rispetto, del dialogo e dell’incontro con Gesù.

“Ognuno deve individuare le tensioni della sua vita che fanno crescere” e ogni giovane deve avere la “virtù del coraggio” di affrontarle, “un giovane senza coraggio è annacquato”, “va in pensione a 20 anni”, “se vede tutto sicuro e tranquillo nella vita”, ha aggiunto Francesco.

I Rohingya sono un gruppo etnico, di religione islamica, che parla una lingua indoeuropea. La loro origine è molto discussa: alcuni dicono che essi siano indigeni dello stato di Rakhine (noto anche come Arakan o Rohang in lingua Rohingya) in Birmania, mentre altri sostengono che siano immigrati musulmani che originariamente vivevano in Bangladesh e che, in seguito, si siano spostati in Birmania durante il periodo del dominio britannico.

A partire dal 2012, circa 800mila Rohingya vivono in Myanmar. Secondo i rapporti delle Nazioni Unite essi sono una delle minoranze più perseguitate nel mondo. Molti Rohingya sono stati relegati in ghetti o sono fuggiti in campi profughi in Bangladesh e sulla zona di confine tra Thailandia e Myanmar. Più di 100mila Rohingya vivono in campi per sfollati, anche perché le autorità hanno proibito loro di lasciarli.

 

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