Aversa

Movida e l’ordinanza “stile Chicago anni Venti”: reazioni contrastanti

Aversa – Movida, malamovida, movida si, movida no. L’ultima ordinanza del sindaco di Aversa, Giuseppe Sagliocco, ha provocato una serie di reazioni contrastanti, che di seguito, riportiamo, non sottraendoci da una valutazione: la movida qualche problema lo provoca e deve, quindi, essere affrontata senza preclusioni.

“Non si risolvono i problemi – scrive sul proprio profilo Fb il commissario cittadino dei seniores di Forza Italia, Isidoro Orabona – contrapponendo ad una questione di movida selvaggia un modello di quartiere tranquillo per ‘ordinanza’. La convivenza civile non si impone ma si afferma per cultura. Non voglio essere molto critico con la retorica del ‘No’ alla movida; ma sono anche molto critico contro il ‘No’ a prescindere. Il fatto è che la questione è complessa così come il quartiere che è un ecosistema anch’esso complesso. In tale ottica l’ordinanza di Sagliocco appare patetica ai fini di una soluzione accettabile del problema; può apparire efficiente ed efficace se rapportata al grado di incompetenza di Sagliocco e della sua amministrazione; è sicuramente dannosa per gli investitori e per i livelli occupazionali; falsa panacea per i residenti. Una persona intellettivamente lungimirante sarebbe intervenuta sui seguenti aspetti: rimodulazione dei piccoli locali; istituzione di una zona car-free; diversificazione dell’offerta commerciale; interventi sulla criminalità senza ricorrere all’uso del napalm; interventi sulla sicurezza con il contributo degli esercenti e dei residenti che avrebbero beneficiato di sgravi fiscali; controllo sui decibel con un accordo con l’Asl dopo aver elaborato un piano di zonizzazione acustica e tanto altro ancora. Come si vede la questione va affrontata con spirito dialogico e costruttivo. Se, poi, quello che interessa alcuni comitati, alcune figure è solo portare acqua al proprio mulino o cercare consenso elettorale allora si sta parlando di altro. Io invece ho ritenuto di parlare del quartiere della sua politica di gestione della sua vita”.

Per Enzo Ronza, residente in via Seggio: “Gli abitanti della strada in cui abito e delle zone limitrofe sono esausti per tutto quello che avviene, io uno di quelli. Mia moglie costretta a dormire con i tappi nelle orecchie, la mattina scendi e ti trovi di fronte uno spettacolo schifoso fatto di bottiglie rotte, macchine danneggiate, rimesso, vetro portoncino ingresso sfondato, chiamate al citofono nel cuore della notte, impossibilità di uscire o entrare con la macchina, mamme che hanno figli che aspettano ansiose che gli stessi si ritirano a casa passando tra bande di ragazzini che non pensano ad altro che a devastare rompere ubriacarsi e drogarsi. Io non voglio dare colpe a nessuno ma questo non è vivere. Pertanto, tutto quello che si fa per migliorare la situazione ben venga anche il divieto di bere alcolici dalle 22 alle 7 del mattino che certamente non farà del male ai ragazzi”. Lo stesso Ronza ritiene necessario anche “bloccare l’emissione di nuove licenze; controllare i locali attuali se sono adeguati alle norme vigenti; installare al  più presto il sistema di vigilanza con telecamere; campagna sulle conseguenze dell’alcol droga e quant’altro a partire dalle scuole e con manifesti in tutta la città; maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine; intensificare programma di pulizia delle strade interessate alla movida; comitato permanente composto da rappresentanti del comune dei gestori e degli abitanti della zona”.

Per il responsabile cittadino dell’Ascom Franco Candia “metodi e sistemi per frenare l’uso smodato dell’alcol o spegnere le intemperanze dei nostri giovani ve ne sono tantissimi. Aversa non è l’unica città che ha una movida, con tutte le sue conseguenze, quindi, emettere un’ordinanza simile è totalmente sbagliato. Denota invece una mal sopportazione verso tutto ciò che è il commercio e una insofferenza verso le aggregazioni giovanili. I maleducati, i delinquenti e gli incivili non si combattono con le ordinanze ma con la forza pubblica. In tutti i paesi moderni ci sono i poliziotti agli angoli delle strade più turbolente che con fermezza e autorità fanno rispettare le leggi. In questo modo possiamo sorseggiare una birra in santa pace sotto casa con gli amici. Non è difficile e i commercianti che vendono l’alcool nelle bottiglie di vetro dopo le 21.30, devono essere chiusi almeno tre giorni festivi e prefestivi e coloro, sempre commercianti, che vendono alcool ai visibilmente ubriachi devono essere chiusi una settimana. Non è difficile e smettiamola con ordinanze simili”.

Di “ordinanza della vergogna” parla il consigliere comunale azzurro Gianpaolo Dello Vicario che continua: “Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla incapacità di questa maggioranza e di chi la comanda, l’ordinanza del ‘proibizionismo’ aversano rende tale considerazione inconfutabile. Non risolve il problema dei residenti; aggrava la situazione dei commercianti; incattivisce i ragazzi che andranno a bere altrove per riversarsi sempre nelle strade della movida”.

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