Trentola Ducenta

Follia omicida, Griffo: “La comunità a lutto”

Trentola Ducenta – “Siamo tutti sotto choc, l’intero paese non riesce ancora a capacitarsi per quanto è avvenuto. Una tragedia immane per la quale non ci sono parole”. E’ il commento di Michele Griffo, sindaco di Trentola Ducenta, a seguito della follia omicida dell’agente di polizia penitenziaria che, nella mattinata di domenica, ha aperto il fuoco contro 4 persone, uccidendole.

Un fatto di cronaca che è stato, ovviamente, tema unico di tutte le discussioni domenicali sia nella piazza e nei bar di Trentola che di Ducenta. Commenti e ricordi anche a Lusciano, il paese limitrofo del quale l’assassino di quattro persone era originario e dove tutti ricordano come una persona normale, calma.

“Una famiglia intera sterminata– continua Griffo- Ma distrutte sono anche le altre due famiglie, quella dell’incolpevole dipendente e dell’assassino. Le vittime erano note a Trentola Ducenta per essere dei lavoratori. Non a caso stavano lavorando anche di domenica mattina, stavano caricando dei cassettini in legno per la frutta».

“Non ci sono commenti a fronte di una tragedia abnorme se si pensa che il tutto ha avuto inizio per una stupidaggine, la sosta di un furgone – continua ancora il primo cittadino –  Non è possibile uccidere quattro persone per un motivo così futile. E’ difficile anche parlarne. Da parte mia e dell’amministrazione comunale che rappresento voglio esprimere la mia vicinanza alle famiglie delle vittime e preannuncio che nel giorno dei funerali proclamerò il lutto cittadino, un gesto altamente simbolico e voluto, ma espressione anche del dolore di tutta la comunità per un fatto che non ha precedenti e che speriamo non abbia seguiti”.

La fascia tricolore sottolinea anche come “la strage sarebbe potuta essere ancora di più vaste proporzioni se il secondo figlio della famiglia Verde non fosse uscito poco prima di casa e se la fidanzata del 23enne ucciso non avesse obbedito al presentimento del proprio fidanzato che le ha ingiunto di rimanere in camera e a non uscire per alcun motivo”.

“Invito voi tutti a pregare sia per le vittime e le loro famiglie, sia per l’autore di questa strage affinché possa ritrovare quell’umanità che ha smarrito con un gesto così feroce”. Questo, invece, uno dei passaggi dell’omelia che ha tenuto alla celebrazione delle 20 di ieri, presso la parrocchia di San Michele Arcangelo, il viceparroco Enzo Micillo, che sta sostituendo in questi giorni il parroco don Vincenzo Marino.

“Siamo di fronte ad una tragedia –ha dichiarato don Enzo- che ci scuote e crea profondo dolore in tutta la comunità ecclesiale. Credo sia il momento di pregare e di riflettere, spendere parole è inutile”.

“La nostra vicinanza –ha continuato il viceparroco- deve essere non solo, come ho tenuto a precisare nella mia omelia, per le vittime e per i loro parenti prossimi, ma anche per l’assassino trasformato, in un momento di follia,  in una persona che ha perso la propria umanità”.

Sul posto, sin dai primi minuti immediatamente dopo la tragedia, anche i volontari del Centro di sostegno psicologico Noemi di Aversa con la dottoressa Ortensia D’Errico. I volontari sono stati vicini, con le proprie cure, ai superstiti della strage e agli altri familiari delle vittime.

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