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Caso Azzollini, Renzi: “Il Senato non è il passacarte della Procura”

Roma – Il senatore Azzollini era stato, pochi giorni fa, salvato dal Senato da una condanna ad arresti domiciliari poiché coinvolto nell’inchiesta sulla bancarotta fraudolenta della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, in provincia di Trani.

Il premier durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi del 31 luglio, post votazione riforma Rai, ha spiegato che si fida molto dei suoi senatori e che la scelta di respingere la richiesta di incarcerazione è una dimostrazione di maturità, non un abbaglio.

“Qui si sta parlando della libertà o della privazione della libertà di una persona. Il Pd è quel partito che quando si è trattato di mandare in galera un proprio deputato lo ha fatto perché non riteneva ci fosse fumus persecutionis”, ha dichiarato il premier.

“I senatori – ha aggiunto – non sono passacarte della Procura di Trani. Avendo grande rispetto della Costituzione, diciamo che rispettare la magistratura è rispettare le competenze dei giudici e anche degli altri”.

Il Pd dopo il voto si era presentato diviso. Debora Serracchiani aveva affermato che il partito avrebbe dovuto chiedere scusa, ma l’altro vicesegretario, Lorenzo Guerini, aveva difeso la decisione di votare “no” all’arresto dopo aver letto le carte.

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