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“Buona scuola” è legge: 277 i si. Proteste fuori e dentro la Camera

Roma –  “Questo non è un atto finale, ma l’atto iniziale di un nuovo protagonismo della scuola”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, pochi minuti dopo l’approvazione in via definitiva della riforma della scuola a Montecitorio.

Il disegno sulla “buona scuola” tanto discusso è legge. La votazione alla Camera ha ottenuto 277 sì, 173 no e 4 astenuti. Spaccato il Pd con Pierluigi Bersani e Roberto Speranza che hanno deciso di non votare. Proteste anche di Sel, Lega Nord e Movimento 5 Stelle. 

La seduta è stata sospesa per l’esposizione di alcuni cartelli da parte di Lega nord con su scritto “Giù le mani dai bambini”. Espulso il capogruppo Massimiliano Fedriga.

“La scuola riparte a settembre con maggiore regolarità rispetto ad anni dominati dalla supplentite – ha ribadito la  Giannini – Riparte con l’opportunità straordinaria di avere la persona al centro. Assumere 100mila persone è un’operazione straordinaria. E la sentenza Ue non ci ha dato alcuna indicazione in questo senso”.

Letti gli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione dedicati alla Scuola ed alla ricerca dai pentastellati. Cartelli di protesta anche da parte di Sel con la scritta: “Oxi”, rinviando alla Grecia.

Tra coloro che hanno dato un voto favorevole al testo sulla scuola che ha fatto scendere in piazza insegnanti e alunni per reclamare i loro diritti: Luca D’Alessandro, Monica Faenzi, Giovanni Mottola e Massimo Parisi.  “Non è assolutamente un voto politico, non c’entra nulla con i dissensi interni a Forza Italia, ma è una posizione personale. Io ho votato convintamente per la riforma, perché ritengo che se l’avessimo fatta noi la sinistra sarebbe salita sulle barricate e noi saremmo a festeggiare con i caroselli per strada”, hanno dichiarato i favorevoli di FI.

Si tratta della legge meno votata tra le riforme del governo Renzi, che ha twittato: “Centomila assunzioni, più merito, più autonomia. #labuonascuola è legge”.

Vendola su Twitter: “Chi ha a cuore la #scuola pubblica troverà modo per cancellare questa vergogna e per ridare fiducia a docenti-studenti”. Intanto, all’esterno di Montecitorio numerose proteste di Cobas e altri sindacati con bandiere e striscioni. Lo scoro 26 giugno in Senato c’erano stati 159 voti favorevoli e 112 contrari.

 

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