Italia

La “Buona Scuola” slitta di un anno, Renzi: “Non ce la facciamo”

Roma – “Con tremila emendamenti in commissione i 100mila insegnanti non si assumono entro l’anno, sta nei fatti. Se ci sono gli emendamenti, se sono tutti contrari, sembra che sia io l’unico che vuole assumerli. Ma se tutto il mondo della scuola è in rivolta bisognerà discutere, e le assunzioni si faranno per l’anno prossimo”.

Matteo Renzi, ospite a Porta a Porta fa retromarcia rispetto alle promesse e alle rassicurazioni fatte in questi mesi e scarica la responsabilità dello slittamento al 2016 sulle proposte di modifica delle opposizioni al ddl. Che, peraltro, avevano proposto di dividere il cammino della riforma La Buona Scuola da quello delle assunzioni dei precari.

Oggi, però, arriva il dietrofront. E parla anche di ultimatum sulla riforma dell’Istruzione: “Faccio tesoro del suggerimento di Lula – ha detto -: se sei convinto di aver ragione ma hai l’opinione pubblica contro fai una conferenza nazionale, racconti la tua proposta, ascolti le critiche e poi decidi. A inizio luglio faccio una conferenza sulla scuola, sento tutti, dai sindacati alle famiglie per un giorno e dopo si decide”.

Sullo slittamento delle assunzioni interviene per primo Sinistra Ecologia Libertà e il suo coordinatore nazionale Nicola Fratoianni ricorda a Renzi di avere chiesto “decine di volte lo stralcio della parte relativa alla stabilizzazione dei docenti precari, dicendo che avremmo votato anche noi subito un decreto per la loro assunzione”. E chiede al presidente del Consiglio di “non prendere in giro gli insegnanti e gli italiani abusando della Tv” e di non provare “neanche a buttare la responsabilità dell’incapacità del governo sulle opposizioni e sul Parlamento”. La senatrice Sel Alessia Petraglia parla di “ricatto”, perché, prosegue, “i tremila emendamenti non costituiscono un’ostruzione”.

Secondo la parlamentare “la verità è che il governo non ha trovato lecoperture per le assunzioni“. A settembre, continua, “verranno presi solo 50mila docenti per sostituire quelli che andranno in pensione. E’ da tempo che chiediamo di accelerare le assunzioni e prendere più tempo per discutere gli altri punti della riforma. Il voto sul ddl doveva partire oggi e invece è saltato tutto. Che vergogna”.

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