Caserta Prov.

Arrivano le dimissioni-bis dei consiglieri: cade l’amministrazione Del Gaudio

Caserta – Protocollate giovedì mattina al Comune di Caserta le dimissioni di 18 consiglieri dei 33 che compongono il Consiglio comunale. L’atto decreta la fine dell’amministrazione di centrodestra, eletta nel 2011, guidata dal sindaco Pio Del Gaudio (Forza Italia).

A presentarsi all’ufficio protocollo è stato un procuratore speciale munito di apposita delega firmata dai dimissionari, così come richiesto dalla prefettura di Caserta, che mercoledì mattina aveva ritenuto non valide le dimissioni protocollate nella giornata di lunedì proprio per la mancanza dell’atto di delega.

Il segretario generale Luigi Martino ha confermato di aver inviato la documentazione in prefettura. Ora il prefetto Carmela Pagano dovrà ora valutare la regolarità degli atti e successivamente potrà nominare un commissario prefettizio che gestirà il Comune fino alle elezioni amministrative del 2016.

I consiglieri dimissionari, dopo il vizio di procedura che per 24 ore aveva determinato il ritorno in sella di Del Gaudio, ci hanno riprovato. E da 17 sono saliti a 18 con la “new entry” Luigi Del Rosso.

La prefettura di Caserta, infatti, mercoledì mattina aveva informato il segretario generale dell’Ente circa l’irregolarità formale “delle dimissioni dei consiglieri comunali pervenute in data 26 maggio in Comune”. A protocollare al Comune le dimissioni dei consiglieri erano stati Carlo Marino e Luigi Cobianchi, non muniti di apposita delega degli altri colleghi: Gianfausto Iarrobino, Francesco AppertiEdgardo UrsomandoMaria Valentino, Enrico Tresca Gianni ComunaleDomenico MaiettaFerdinando PiscitelliLuigi BolognaPier Paolo PuotiAntonio CiontoliRino ZulloPaolo FarinaSaverio Russo). Da qui l’errore procedurale che ha fatto risultare dimissionari solo gli stessi Marino e Cobianchi.

La seduta del Consiglio comunale per l’approvazione del Consuntivo, bocciato la scorsa settimana, nel frattempo era stata regolarmente convocata per venerdì e sabato.

Intanto, la vicenda di Caserta apre una polemica parallela sulla famiglia Zinzi. L’ex presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, ex leader provinciale dell’Udc, avrebbe negoziato la sua adesione a Forza Italia ottenendo per il figlio Gianpiero, fino a poco tempo fa leader nazionale dei giovani dell’Udc, l’incarico di vicecoordinatore campano del partito e la candidatura al consiglio regionale. E dopo la pioggia di dimissioni dei dissidenti di Del Gaudio i consiglieri del centrodestra ora sbottano: “La spregiudicata operazione politica è stata condotta a danno di Forza Italia ed è stata ispirata da logiche estranee al partito e agli interessi della città, dettata da interessi personali di chi, come Domenico Zinzi, è stato sostenuto alla Provincia, ed è stato accettato, avanzando la richiesta di un posto importante per il figlio Gianpiero che è stato nominato, pur non avendo alcuna storia nel partito, vice coordinatore regionale in barba a tanti giovani che per Forza Italia hanno speso tempo e risorse”. “Il metodo Zinzi – proseguono dalla ex maggioranza – si ripresenta con la stessa slealtà che comportò la caduta del sindaco Falco”.

Il coordinatore regionale di Forza Italia, Mimmo De Siano, cerca di calmare gli animi: “Non è il momento della polemica. Poi, dopo il voto, ci occuperemo di tutto il resto”. Mentre Gianpiero Zinzi replica: “E’ del tutto incomprensibile come possano essere addebitate al sottoscritto o ai 4 consiglieri comunali del gruppo di Italia Nuova le responsabilità della caduta dell’amministrazione Del Gaudio. Va ricordato, infatti, come, da ormai circa 3 anni, questo gruppo di consiglieri si trovasse all’opposizione, in quanto estromesso dal governo della città proprio dall’allora sindaco Del Gaudio, che preferì agire in maniera arrogante, forte di una maggioranza numerica di cui si faceva vanto. Oggi ci chiediamo: dove è finita questa maggioranza? L’ex sindaco e coloro che lo fiancheggiano non possono prendersela con chi negli ultimi tre anni è rimasto coerentemente all’opposizione. Appare, quindi, incomprensibile e anche politicamente infantile – conclude il candidato al consiglio regionale – attribuire all’opposizione la caduta di un’amministrazione, che va invece esclusivamente ascritta all’inazione e all’incapacità di chi ha maldestramente guidato questa città negli ultimi anni”.

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