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Crescita, Fmi alza le stime per l’Italia: +1,1% nel 2016

Sembrano migliorare le prospettive di crescita per l’economia italiana, in salita dello 0,5% per quest’anno. E’ quanto sostiene, nelle tabelle del World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale, le cui stime sono state alzate dello 0,1% rispetto all’aggiornamento del rapporto sull’economia globale dello scorso gennaio.

L’Italia si sta dunque riprendendo dopo una contrazione del Pil – Prodotto interno lordo che, per l’istituto di Washington, è stata dello 0,4% nel 2014 e dell’1,7% nel 2013.

Anche l’outlook per il 2016 è stato leggermente migliorato: ora il Fondo si aspetta un +1,1%, lo 0,3% in più dei calcoli precedenti. Le stime del Fmi sono comunque inferiori a quelle del governo italiano, che prevedono un +0,7% nel 2015 e un +1,4% nel 2016.

Nel dettaglio, il rapporto prevede prezzi al consumo nel 2015 allo 0% e l’anno prossimo allo 0,8% contro lo 0,2% del 2014. La disoccupazione è vista calare quest’anno al 12,6% e nel 2016 al 12,3%, contro il 12,8% del 2014. Le partite correnti sono viste al 2,6% del Pil nel 2015 e al 2,5% nel 2016 contro l’1,8% dell’anno scorso.

Nell’Area Euro anche Germania, Francia e Spagna si sono viste alzare ulteriormente le prospettive sul Pil. Stando alle tabelle del Weo, la locomotiva d’Europa è prevista in crescita dell’1,6% quest’anno e non più dell’1,3% come stimato nell’aggiornamento di gennaio. Si tratta di una performance identica a quella registrata nel 2014 e ovviamente migliore di quella del 2013, quando ci fu un +0,2%. Per il 2016 il ritocco delle stime è dello 0,2% all’1,7%.

In Francia, l’Fmi si aspetta per l’anno in corso un Pil in aumento dell’1,2% e non più dello 0,9% mentre per il prossimo è atteso un +1,5%, lo 0,2% in più dei calcoli di inizio 2015. Secondo il Fondo, l’economia francese aveva visto un ampliamento dello 0,3% nel 2013 e dello 0,4% nel 2014. Quanto alla Spagna, la revisione al rialzo è più decisa, dello 0,5% a un +2,5% nel 2015 dopo il -1,2% del 2013 e il +1,4% del 2014. Per il 2016 il Pil è visto salire del 2%, lo 0,2% in più di quanto atteso in precedenza.

La crescita spagnola si eguaglia nell’Area Euro a quella della Grecia, del Lussemburgo e dell’Estonia mentre fanno meglio Irlanda (+3,9%), Malta (+3,2%), Repubblica slovacca (+2,9%) e Lituania (+2,8%). Peggio dell’Italia (+0,5%) fa solo Cipro (+0,2%).

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