Sessa Aurunca - Cellole

L’astronauta Roberto Vittori ospite dell’Isis “Nifo”

 Sessa Aurunca. La soluzione alla crisi economica potrebbe venire dallo spazio. A dirlo è Roberto Vittori, astronauta e simbolo italiano della corsa allo Spazio, che con i giovani studenti dell’Isis”Nifo” a Sessa Aurunca ha parlato del futuro della ricerca, dimostrando che la fantascienza potrebbe non essere più così fantastica.

Nella sala del Trono del Palazzo Ducale, martedì 27 maggio, il tenente colonnello dell’Aeronautica e primo astronauta europeo a visitare due volte la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha incontrato una folla entusiasta, capeggiata dalds Giovan Battista Abbate, che ha voluto l’incontro. Il colonnello ha raccontato delle sue missioni a bordo della Soyuz e Shuttle; ha parlato del duro addestramento degli astronauti; della microgravità; dello spazio come soluzione alla crisi economica e come nuova frontiera per la ricerca scientifica e l’energia. La vertigine non è paura di cadere ma è voglia di volare (Jovanotti) è questa la dedica dell’astronauta alle studentesse e agli studenti dell’Isis’Nifo’ che, fortemente coinvolti da Vittori, lo hanno sommerso di domande, ma non sono mancate curiosità da parte dei docenti e ospiti presenti, dal primo cittadino Luigi Tommasino alle autorità militari.

Ecco cosa ha risposto l’astronauta italiano: Roberto Vittori è un militare che diventa astronauta in contesti militari. Ma quali altre strade sono percorribili per chi volesse fare, ‘da grande’, l’astronauta? L’Accademia aereonautica offre una preparazione adatta con vantaggi evidenti, perché permette di coniugare l’aspetto tecnico-ingegneristico con l’aspetto operativo, cioé il volo. Ma ci sono altre strade, si può infatti accedere ai concorsi dell’agenzia spaziale italiana ed europea anche con una laurea in ingegneria, in geologia, in astrofisica, in matematica o persino in medicina, nuove figure professionali necessarie sempre di piu’ in futuro per le ricerche scientifiche condotte a bordo dell’ISS. Roberto Vittori ha partecipato alla missione volo taxi “Marco Polo” presso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel 2002. Nel 2005 partecipa ad un secondo volo-taxi “Eneide” pilotando la navetta Soyuz, è stato il primo astronauta europeo a conseguire la qualifica di comandante Soyuz. Infine nel 2011 è decollato con la missione Shuttle nel ruolo di mission specialist, ed è stato allora che ha fatto sventolare il tricolore nello spazio in occasione del 150° dell’Unità d’Italia.

 Come è la vita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS)? All’interno di una struttura che orbita a 400 km di distanza dalla superficie terrestre, con una velocità di 28.000 km/h, tutto è artificiale: l’aria, l’acqua, la luce… In questo particolare ambiente, l’elemento che la rende speciale, in qualche modo magica è la condizione di microgravità. L’acqua dal rubinetto diventa una bolla e vestirsi e lavarsi non è piu’ cosa apparentemente banale come lo è sulla terra. Per farlo c’è bisogno di addestramento e tenacia. Di regola alle 6 del mattino (ora di Londra) c’è la sveglia. Poi dalle 8 inizia il programma giornaliero: ricerca, attività sperimentali, manutenzione… in base alle necessità.

Cosa mangiate lassu’? Cibi disidratati e liofilizzati, cose non così piacevoli soprattutto per noi italiani, una volta mi sono portato a bordo salsicce sottovuote, dodici, una per ogni giorno della missione, purtroppo coincidevano con le dodici persone dell’equipaggio.

Perché dopo la missione Apollo che vide conquistare la superficie lunare nel 1969 non è stata piu’ ripetuta? Oggi avrebbe ancora senso mettere piede sulla Luna? Allora fu una missione incredibile, piena di significati simbolici, una dimostrazione delle possibilità tecnologiche dell’uomo, che all’epoca costò cifre da capogiro, ripeterla oggi non giustificherebbe il costo dell’operazione. Però è anche vero il contrario: lo spazio offre a noi – come generazione e come civiltà industriale – un’opportunità molto importante: il valore che ha mettere ancora il piede sulla Luna o uscire dall’atmosfera risiede nell’incredibile potenziale scientifico di queste missioni.

Quindi anche la Luna potrebbe offrire risorse utili alla Terra? La composizione del suolo lunare è molto simile a quella terrestre, quindi in teoria tutto quello che si può fare qui si può fare anche lì Ma la Luna potrebbe soprattutto offrire un’opportunità come ‘base’, per lanciare missili o razzi verso satelliti, verso altre destinazioni. Inoltre potrebbe nascere una specie di ‘zona industriale’ del pianeta Terra, dove concentrare l’industria pesante, riducendo quel costante logorio che stiamo facendo sia ai danni dell’atmosfera che degli oceani. Non è fantascienza. In questo momento non è ancora possibile, ma penso a un futuro non lontano.

Oltre le stelle cosa c’è nello spazio e cosa ci riserva? Lei crede che possano esistere davvero gli extraterrestri? Lo spazio è una realtà complessa ed infinita, dopo quello che ho visto, l’impressione è che non è possibile pensare di essere da soli. Ed è lì che il futuro sposterà la ricerca industriale e commerciale. Lo spazio è destinato ad essere sempre piu’ facilmente accessibile, è una delle opportunita’ di crescita e di sviluppo delle nostre economie con le sue risorse infinite. Ci si può espandere solo così. La nostra vita quotidiana si svolgerà fuori dall’atmosfera. Oggi sembra un film di fantascienza, ma io so quello che ho visto con i miei occhi. Un razzo impiega otto minuti e 40 secondi per arrivare in orbita. Il problema oggi non è fisico, ma tecnologico.

Una risposta alla crisi economica? Lo spazio è un’opportunità di crescita e di progresso tutta da costruire. Il trasporto aerospaziale sarà il prossimo filone d’oro, una rivoluzione paragonabile a quella rappresentata dai telefonini. Alcuni sistemi economici ruotano intorno a cellulari e pc, succederà anche con il trasporto aerospaziale. Permetterà un’espansione massiccia, sarà il trasporto di futura generazione, a metà tra aereo e astronave e allora si potrà viaggiare da Roma a New York in ora e mezza.

Quali sono i tempi previsti? Non saprei con precisione i tempi che ci condurranno dall’aeronautica all’areospaziale, ma è necessario trovare fondi per la ricerca e questo potrebbe significare trovare investitori privati che credono in un futuro nuovo. Molto dipende dalle scelte dei nostri Paesi, scegliere che ruolo avere, anche per l’Italia, significa scegliere se restare a guardare o continuare ad essere protagonisti del futuro.

Quali le future esplorazioni? Tante le idee che bollono in pentola. La realtà rimane quella della stazione aerospaziale e dell’esplorazione robotica di Marte. Ma in futuro si pensa alla cattura di un asteroide, quel grande sasso da trattare come una miniera e soprattutto avvicinare sempre piu’ il mondo dell’aeronautica al mondo aereospaziale.

Cosa porta con se dallo spazio il tenente colonnello Roberto Vittori? L’immagine del nostro pianeta Terra, il suo effetto tridimensionale e il suo colore azzurro: speranza e monito per tutti noi per preservare e salvare il nostro pianeta.

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