Italia

FI: “Grasso si dimetta”. La replica: “Difendo Senato”

 Roma. “Una forzatura giuridica”. Così Mara Carfagna definisce la decisione del presidente del Senato Piero Grasso di far costituire il Senato come parte civile al processo a carico di Silvio Berlusconi, sulla presunta compravendita di senatori, all’epoca della caduta del secondo governo Prodi, tra 2007 e 2008.

La senatrice di Forza Italia Maria ElisabettaAlberti Casellati ha chiesto le dimissioni del presidente del Senato nel suo intervento in Aula. Immediata la replica di Grasso.

“La mia scelta aprioristica avrebbe impedito al tribunale di verificare se il Senato è titolare di diritti che si dicono lesi. Questo il motivo per cui ho deciso di castrare la possibilità che la dignità del Senato sia lesa. Non è mai successo perchè non c’è mai stato un processo simile, con le date delle sedute in cui sono successi i fatti”.

Il presidente del Senato Piero Grasso accoglie l’invito di Forza Italia e illustra così le motivazioni della sua decisione. Il vertice di Palazzo Madama assicura “nessuna persecuzione, nessun pregiudizio nei confronti dell’imputato”. Durante il suo intervento, i parlamentari di Forza Italia hanno lasciato l’Aula.

“Non ho umiliato il Consiglio diPresidenza. Sono andato alla seduta aperto ad ogni soluzione. Maanche dopo aver sentito la senatrice Casellati dire che ilConsiglio non era competente a decidere mi sono rafforzato nellaconvinzione che fossi io a dovermi pronunciare. Ricordo che nonci sono state votazioni” ha aggiunto il presidente.

Grasso, dopo la replica in Aula, ha voluto anche rispondere a chi lo aveva accusato di antiberlusconismo:“Si sbaglia perché non è una sceltapersecutoria e non si è voluto chiedere alcun risarcimento. E’una scelta motivata dal dovere di prospettare la presenza delSenato in una vicenda che speriamo non sia vera perché sarebbedeistituzionalizzante” ha precisato il numero uno di Palazzo Madama.

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