Aversa

Via Roma e il “paradosso” della politica aversana

 Aversa. Quanto vi proponiamo probabilmente non ci “azzecca” niente con la polemica nata a seguito dell’intervento di asfalto in via Roma.

O forse sì. Anche se è indirizzata da una mamma al figlio militare, questa lettera ci è parsa rappresentare una rivisitazione farsesca del comportamento dei politici aversani, tenuto in particolare in occasione della realizzazione di un lavoro urgente e indifferibile di cui tutti sentivano la necessità e tutti lamentavano il mancato avvio. Ciò malgrado gli innumerevoli e ripetuti annunci e nonostante fosse stato chiarito il perché l’opera non era stata ancora avviata, indicando responsabili e responsabilità sulle quali persone che devono seguire regole precise più che insistere a ripetizione non possono fare altro che insistere, a meno di non voler adottare metodi da…pochi di buono.

Questa è la sensazione personale avuta leggendo la lettera e che potrebbe non essere nuova per alcuni, ai quali chiediamo scusa a priori. Potreste non condividerla ma, leggendola, almeno ne ricaverete qualche momento di spensieratezza e magari vi strapperà una risata che fa sempre bene.

“Caro figlio, ti scrivo queste poche righe perché tu sappia che ti ho scritto. Se ricevi questa lettera vuol dire che è arrivata. Se non la ricevi fammelo sapere, così te la rimando. Scrivo lentamente perché so che tu non sai leggere in fretta. Qualche tempo fa tuo padre ha letto sul giornale che la maggior parte degli incidenti capitano entro un raggio di un chilometro dal luogo di abitazione, così abbiamo deciso di traslocare un po’ più lontano. La nuova casa è meravigliosa: c’è una lavatrice, ma non sono sicura che funzioni. Proprio ieri c’ho messo dentro il bucato, ho tirato l’acqua e il bucato è sparito completamente. Il tempo qui non è troppo brutto, la settimana scorsa ha piovuto due volte: la prima volta per 3 giorni, la seconda per 4.

Ti voglio anche informare che tuo padre ha un nuovo lavoro: adesso ha 500 persone sotto di se, infatti taglia l’erba nel cimitero. A proposito della giacca che mi avevi chiesto, tuo zio Piero mi ha detto che spedirla coi bottoni sarebbe costato molto caro (per via del peso dei bottoni). Allora li ho staccati. Se pensi di riattaccarli, te li ho messi tutti nella tasca interna. Tuo fratello Gianni ha fatto una grossa sciocchezza con la macchina: è sceso chiudendo di scatto la portiera e lasciando dentro le chiavi. Allora è dovuto rientrare in casa a prendere il crick per spaccare il vetro e così siamo potuti scendere dalla macchina anche noi. Se vedi Margherita salutamela, se non la vedi non dirle niente.

Adesso ti saluto perché devo correre all’ospedale, tua sorella sta per partorire, ma non sappiamo ancora se avrà un bambino o una bambina, per cui non so dirti se sarai zio o zia. Un forte abbraccio dalla tua mamma che ti vuole tanto bene. P.S. volevo metterti anche un po’ di soldi ma avevo già chiuso la busta”.

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