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“Munus”, coreografia in omaggio a Paolo Bortoluzzi

 CAPUA. Capua altera Roma, Capitale delle dodecapoli etrusche, perla della Magna Grecia e della Campania Felix, città degli Ozi del Prode Annibale che conserva l’anfiteatro più grande del mondo dopo il Colosseo di Roma e prima dell’Arena di Verona.

Città dei misteri Pagani come il Mitreo e di quelli Cristiani come le catacombe di San Pietro Apostolo e come la Basilica a 5 navate più famosa della Campania che dà origine al nome della Città di Santa Maria Capua Vetere.Il 15 ottobre, in occasione dello spettacolo omaggio dedicato al grande ballerino scomparso vent’anni fa Paolo Bortoluzzi, il direttore artistico Francesco Imperatore ha creato una coreografia dal titolo “Munus” con la quale intende omaggiare la Capua antica.

Francesco Imperatore ballerino del San Carlo e direttore di Spazio Danza di San Gennaro Vesuviano è stato il mentore di artisti di fama nazionale come Salvatore Manzo, Pasquale Di Nuzzo che abbiamo visto protagonista nell’ultima edizione di Amici su Canale 5, Gianluca Nunziata, Giuseppe Ciccone e la bravissima Lorenza Vicidomini.

L’artista è interprete solista di quest’assolo è stato Vito Lorusso giovane ballerino lucano diplomatosi alla duecentenaria Accademia di Ballo del San Carlo di Napoli. Fratello di Francesco protagonista della trasmissione Ballerini per Mtv arriva a Napoli nel 2005 e si diploma con il passo d’addio della Silfide, ha diverse esperienze lavorative sia al San Carlo che in Canada ma la più importante rimane quella al Maggio musicale fiorentino sotto la guida di Francesco Ventriglia.

La coreografia attraverso la bellezza non comune del ballerino e le sue doti espressive, esalta il Munus, cioè la forza, il coraggio e il vigore del ribelle e giovane gladiatore Spartaco che scappò proprio dal nostro anfiteatro provocando una ribellione che contestava le dure situazioni di offesa alla dignità umana a cui erano sottoposti gli schiavi. La coreografia pur trattando un epico episodio storico sembra essere alquanto attuale se pensiamo alle moderne schiavitù come l’immigrazione forzata, lo sfruttamento della prostituzione , dei lavoratori o la disoccupazione inevitabile, le difficoltà di crescita in un territorio ricco di risorse ma chiamato a fare i conti con la malavita e il disimpegno sociale e politico. Spartaco rappresenta il modello di giovane che non si adegua a tutto ciò, un guerriero della dignità umana.

Spesso schiava anche di tiranni interiori quali possono essere il potere a buon prezzo e il successo a discapito dei valori e della vera crescita personale e sociale. “un danzatore deve vendere la propria anima a Dio e non ai demoni di turno” era il motto del giovane Lorusso quando studiava danza citato nel testo di Izzo che può sembrare fuori moda ma non è così se si pensa che il grande Scienziato Laico Albert Eistain diceva che i “ballerini sono gli atleti di Dio”.

Ci si dovrebbe perciò chiedere se la danza non possa essere un valido strumento per rilanciare, la pedagogia di un ragazzo, la cultura, la crescita personale e l’economia sociale di un paese. Se essa non si rinchiude in schemi elitari e classisti dove più che aiutare i giovani in formazione li mette nelle condizioni di non credere in se stessi perchè continuamente preoccupati di dover competere con il Narcisismo sterile che non trasmette emozioni bensì mere prestazioni di scena e di vita spicciola teatrale, televisiva e mondana. La danza può essere la molla dell’autentico successo personale e sociale di artista e pubblico ma può anche essere lo specchio del mondo dell’effimero.

Agli insegnanti delle Scuole locali di danza, veri centri di formazione artistica, il compito di educare gli allievi a sogni con i piedi per terra e la gente ad una cultura della danza e del teatro accessibile umanamente ed economicamente a tutti e che riporti nei nostri paesi il gusto di fare arte per passione, libera da pregiudizi e scopi meramente arrivisti. La situazione dei teatri in Italia e dei suoi lavoratori non è delle migliori, pensiamo ai tagli e alle chiusure. I giovani non possono tacere davanti a tutto ciò occorre uno Spartaco che sia gladiatore di civiltà.

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