Aversa

Emergenza colombi, l’amministrazione corre ai ripari

 AVERSA. Ad Aversa è emergenza colombi. A rendersene conto non solo i cittadini ma anche il sindaco Sagliocco che passando a piedi sotto l’arco di Porta Napoli …

… ha notato mucchietti di guano e centinaia di piume sui due lati del monumento depositati su quella sorta di balconcino per colombi presente sotto le due lapidi poste a memoria l’una del fatto che Aversa era provincia di Napoli, l’altra della fondazione della Real Casa Santa dell’Annunziata.

Mucchietti di escrementi e piume. Ovviamente ne ha ordinato la rimozione e la pulizia della zona alla società deputata alla cura dell’igiene urbana. Ma questo potrebbe essere solo il primo intervento adottato dall’amministrazione per combattere quello che rappresenta un vero flagello per le città, perché la presenza di colombi è segnalata in molte zone di Aversa, in particolare quelle del centro storico e dei parchi residenziali Argo e Coppola dove sembrano essere centinaia i volatili presenti, creando problemi e preoccupazione ai residenti.

Perché i colombi non solo producono danni all’ambiente con i loro depositi, ma rappresentano anche un rischio da non prendere sottogamba per la salute. Salmonellosi, clamidiosi, toxoplasmosi, candidosi e tubercolosi sono alcune delle malattie che i volatili, ricettivi a batteri, funghi e parassiti, possono trasmettere. E’ ormai scientificamente provato che, attraverso i propri escrementi, i colombi sono portatori di circa 60 malattie contagiose per l’uomo, alcune delle quali mortali come l’encefalite.

E non basta. Associata ai volatili c’è sempre la presenza dei loro ectoparassiti, in particolare pulci, cimici, zecche ed acari che spesso causano infestazioni all’interno degli edifici, essendo sopratutto i sottotetti i luoghi preferiti per la nidificazione.

Particolarmente pericoloso per la salute è il parassita chiamato argas reflexus. Una zecca che, pur essendo attiva solo durante la stagione calda, può vivere anche sette anni senza nutrirsi, può invadere la abitazioni, nascondendosi dietro quadri, sotto cuscini, nelle screpolature più strette dei muri e del legno. La sua puntura introduce tossine che provocano lesioni cutanee, reazioni allergiche di interesse respiratorio, gastrointestinale, cardiocircolatorio e shock anafilattico, spesso è mortale.

Vale la pena ricordare che disagi, rischi sanitari e danni ambientali provocati sono proporzionali alla concentrazione dei colombi che, nel nostro clima, si riproduco raddoppiando di numero ogni anno, perché possono effettuare 5-6 covate all’anno con 2 uova per covata. Un dato che da la misura del rischio igienico e ambientale conseguente alla presenza di colombi.

Quanto ai danni prodotti a edifici e monumenti è appena il caso di ricordare che i colombi possono crearne anche di gravi a seconda del materiale usati per la costruzione. La presenza di guano accelera, infatti, i fenomeni di disgregazione persino del marmo e favorisce l’insediamento di muffe. I nidi invece, creano le condizioni per il proliferare di zecche e topi.

Insomma, al di là della simpatia che possono suscitare questi volatili, la presenza di colombi rappresenta un vero e proprio flagello per ogni città anche per quelle come Venezia dove, da sempre, hanno rappresentato una attrattiva turistica. Tant’è che le autorità locali, Comune e Asl, stanno cercando di allontanarli anche da piazza San Marco. I mezzi ci sono, occorre applicarli al più presto e il sindaco si è già attivato.

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