Aversa

“Essere Donna”, convegno al centro culturale

Romilda BalivoAVERSA. Mercoledì 7 marzo, alle ore 11, al centro culturale “Caianiello” (ex Macello) di Aversa, si terrà il convegno dal titolo “Essere Donna”, organizzato dall’Ente Morale “Gaia”, in collaborazione con l’assessorato alle politiche sociali.

L’Ente Morale Gaia che da diversi anni opera nel sociale con minori e adolescenti, di fascia disagiata e non, da diversi mesi ha attivato una serie di convegni su tematiche attuali per una corretta conoscenza del territorio. Sono state coinvolte alcune classi di istituti superiori, quali il Liceo Scientifico “Fermi” e l’istituto Professionale “Mattei ” di Aversa con una folta partecipazione del corpo docente. Il convegno “Essere Donna” è un’occasione importante per un confronto tra giovani. Sarà messo in evidenza il ruolo della donna a 360 gradi, dal punto di vista antropologico, psicologico, pedagogico nell’attuale società multietnica.

Interverranno la sociologa Rossella Scariglia (Ente Morale Gaia), la responsabile sportello antiviolenza “Noi Voci di Donne”, Francesca Petrella, la pedagogista clinica Apollonia Reale (Ente Morale Gaia), lo psicologo clinico Francesco Caroprese (Ente Morale Gaia). A fare gli onori di casa il sindaco Giuseppe Sagliocco e l’assessore alle politiche sociali Romilda Balivo.

“Questo convegno – dichiara l’assessore Balivo rappresentaun’occasionepercontinuarea parlare delle difficoltà che le donnequotidianamente vivono per affermare i loro diritti. Attraverso queste iniziative speriamo di contribuire a far sì che la donna possa vedere riconosciuti i suoi dirittisoffermandoci soprattuttosu alcune ricerche dei nostri servizi sociali dalle quali è emerso che le donne migranti, vivendo tra due culture, anche indipendentemente dalla loro disponibilità e dalla ricerca del cambiamento, sono costrette a fronteggiare situazioni nuove, a riflettere sui vincoli e le restrizioni alle quali sono sottoposte nel paese di origine e al contempo sviluppare modalità di comportamento nuove per adeguarsi al paese che le ospita. Difficoltà, queste, non semplici considerando che il cambiamento non investe solo loro ma tutto il sistema di riferimento culturale al quale appartengono. Ecco perché c’è bisogno che ci sia la nostra presenza attiva sul territorio per evitare che possano subentrare situazioni di disagio e di esclusionee conseguentericerca di isolamento”.

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