Santa Maria C. V. - San Tammaro

Dal caso Mattucci al digestore anaerobico: intervista a Simoncelli

Federico SimoncelliSANTA MARIA CV. Inizia il viaggio conoscitivo per i lettori di Pupia nel microcosmo sammaritano. Abbiamo voluto innanzitutto dare spazio agli sfidanti per la poltrona a sindaco protagonisti del ballottaggio di maggio.

Mentre attendiamo ancora, di essere ricevuti dal sindaco Di Muro, l’avvocato Federico Simoncelli, leader dell’opposizione, ci ha accolti nel suo studio per una “chiacchierata”.

Avvocato, la prima domanda riguarda la sua formazione politica in epoca giovanile.Ho iniziato la mia attività politica con Mastella nel centrodestra, la mia prima candidatura è stata alla Camera nel collegio di Santa Maria. Mio padre era socialista, divenne anche sindaco ed io lo seguivo a livello personale da giovane. Poi nel centrosinistra mi sono trovato dopo il ribaltone. Ho seguito Mastella per riconoscenza verso la persona: anche grazie a lui avevo avuto l’incarico di consigliere regionale ma ormai non ne condividevo le scelte pienamente. Mi sono trovato come assessore nella giunta Bassolino per due anni a vivere un’esperienza poco esaltante. Importante dal punto di vista formativo, ma molto limitante, sia per il noto decisionismo bassoliniano che per il suo napoli-centrismo con la conseguente sottovalutazione del territorio casertano. Dopo un lungo periodo di pausa politica, ho aperto un discorso con il Pdl in particolare con Cosentino, Romano, Pasquale Giuliano e mi sono trovato candidato a sindaco di Santa Maria.

In tal senso, nella coalizione che la supportava spiccavano le differenze tra il suo background ed i vari Campochiaro, Salzillo ecc.. che avevano partecipato a governi cittadini precedenti. La sua “squadra” non era troppo eterogenea? La coalizione dal punto di vista politico era compatta: rappresentava tutte le forze di centro-destra tranne l’Udc che però non è al governo nazionale. Dal punto di vista dei candidati consiglieri, io sono stato un candidato sindaco un po’ avulso, perché non ho partecipato alla composizione delle liste, non avevo potere di veto e di limitare le scelte dei partiti. Un gruppo di miei candidati si è riunito nella lista di Capitelli “Per Simoncelli” che ha raccolto un buon successo.

La sua è stata percepita dai cittadini come una candidatura “esterna” a Santa Maria, non scelta dalla base, si è dato una spiegazione del perché? Sul mio nome c’è stata la sintesi da parte di tutti i partiti. Altri personaggi politici “locali”quali Giudicianni non erano politicamente riproponibili ed io ho posto come condizione all’accettazione della candidatura che vi fosse la volontà unanime da parte di tutti. L’unico rammarico interno al Pdl è stato per Mattucci. Questo è un rimprovero forte che faccio ad alcuni personaggi della Pdl che hanno fomentato la candidatura dello stesso pur di rompere alcuni equilibri, ma non l’hanno poi saputo piu’ gestire. Comunque dopo la mia candidatura c’è stato un chiarimento con Mattucci e c’era un accordo di massima per una sua adesione al ballottaggio. Io con lui ho avuto un colloquio prima del ballottaggio in cui le sue parole furono “Non è un fatto politico. Mi devo togliere lo sfizio di battere il Pdl e Paolo Romano”. Ho fatto il possibile per ricucire lo strappo ma non è stato possibile.

La sua sconfitta può essere imputabile anche alla sua vicinanza a Cosentino e le sue vicende giudiziarie relative alla camorra? No, non è questa la ragione. Si tratta di numeri. Al primo turno io ho ricevuto 7000 voti, Mattucci Stellato e di Muro in una coalizione spuria, 12500. Tecnicamente non era possibile recuperare. Al ballottaggio ho prodotto lo sforzo massimo riducendo il gap a meno di 1000 preferenze, per cui non parlerei di sconfitta da imputare a questione politiche o personali, ma da aggregazione di numeri.

Come giudica i primi passi dell’amministrazione? I programmi proposti in sede elettorale saranno disattesi? Devo fare una premessa. Il ventre molle di questa coalizione è determinato dalla mancanza di una connotazione politica e di conseguenza non può esistere un serio programma politico-amministrativo. “Loro” di politico non hanno nulla mentre una giunta deve avere un orientamento politico. La maggioranza quindi, dovrebbe avere l’umiltà di coinvolgerci in quanto mancano di referenti istituzionali a livello regionale e nazionale che noi invece abbiamo. Per il Tribunale, il sindaco ha dovuto accettare le richieste del Presidente del Tribunale e ha scelto via Galatina per una soluzione non certo transitoria: Un contratto di 9 anni per un valore di 10 milioni di euro. Con 1.4 milioni venivano costruiti due capannoni nella caserma Mario Fiore e il problema era risolto. Qualcosa è stato fatto sulla cultura ma sono palliativi, in quanto rilancio del turismo significa entrare nei circuiti turistici della Regione e senza “agganci” politici non si riesce a fare nulla.

Qual è la posizione dell’opposizione riguardo la costruzione del digestore anaerobico? Innanzitutto, in campagna elettorale è venuto l’assessore all’ambiente Saverio Romano, il quale ha spiegato che il digestore completa lo Stir che già esiste. Lo Stir senza il digestore non ha motivo di esistere ed inoltre ha il minimo impatto ambientale. La maggioranza si batte contro il provvedimento, ma non ha poteri decisionali in merito allorché la Regione e la Provincia hanno già scelto il sito. il Comune può e deve chiedere tutte le garanzie per la salvaguardia della salute pubblica, l’impatto ambientale ecc, e in tal senso anche noi abbiamo già firmato la mozione in cui vengono dati pieni poteri al sindaco.

Quali sono le linee programmatiche di questa opposizione? Noi non faremo sconti. Saremo vicini all’amministrazione per la città ma non a fini strumentali. Quando si tratta di favorire interessi personali come le “colate di cemento” a cui il sindaco ha sempre detto di no, vigileremo. Faremo un’opposizione ferma e intransigente sotto il profilo della moralità e della legalità. Per ciò che riguarda le proposte da sottoporre all’amministrazione, noi chiediamo la formazione di un tavolo per il turismo a cui necessariamente dobbiamo partecipare. A livello provinciale, regionale e governativo la maggioranza siamo noi del centro destra, da qui ribadisco, come fatto in campagna elettorale, l’importanza dell’appartenenza alla filiera istituzionale. La presenza di referenti politici è una condizione sine qua non per il rilancio della città, e solo noi li abbiamo. Si dice che di Muro si sia incontrato con Polverino…ma sarà stato un caso. Abbiamo già parlato con i nostri leader politici e non esiste alcuna possibilità di dialogo da parte dei vertici Pdl con il sindaco.

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