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Ischia, “sequestro’” troupe delle Iene: arrestato comandante vigili di Barano

Matteo VivianiISCHIA. Il comandante della polizia municipale di Barano d’Ischia, Ottavio Di Meglio, è stato arrestato mercoledì mattina dagli agenti del commissariato di Ischia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari richiesta dal pm Giovanni Corona.

E’ accusato di sequestro di persona, calunnia e falsità materiale relativi al “fermo illecito” a carico di una troupe delle Iene che, nel novembre 2010, voleva intervistarlo su un presunto caso di mobbing denunciato da due tenenti dei vigili.

Di Meglio, al quale il gip di Napoli ha concesso il beneficio dei domiciliari, è indagato con altre due persone, attualmente libere. Vittime illustri di Di Meglio, la “Iena” Matteo Viviani (nella foto) e un’operatrice, che nel 2010 sbarcarono sull’isola verde per ascoltare la versione dei fatti dell’uomo su una denuncia di mobbing fatta alla trasmissione di Italia 1 e alla magistratura da due tenenti del corpo dei vigili urbani di Barano. Il capitano chiuse a chiave Viviani el’operatrice in un ufficio, con la scusa di doverli identificare, e adottò comportamenti minacciosi e aggressivi nei confronti dei due che però ripresero tutto con la telecamera senza darlo a vedere, consegnando poi il girato al pm Corona, insieme all’esposto.

La troupe delle Iene si era recata a Barano dopo avere ascoltato la storia dai tenenti della polizia municipale del comune, Guido Lombardi e Antonio Stanziola, che si dichiararono vittime, da tempo, di azioni di mobbing da parte del loro comandante. Secondo quanto riferito alle Iene,i due ufficiali erano stati da mesi trasferiti a prestare servizio in un ufficio al piano terra delle scuole medie di Barano: “Abbiamo subito un ridimensionamento delle nostre funzioni – denunciarono – perchè ora siamo lì a fare nulla”. “Volevamo chiedergli gentilmente conto di quanto disposto in merito agli ordini di servizio di due tenenti della Polizia Municipale, – spiegò la iena Viviani – ma il comandante ci ha dato ordini perentori di stare zitti e seduti, una pantomima davvero esilarante”. Lo stesso Viviani, poi, raccontò che il comandante “non ci ha autorizzati a rivolgergli la parola e a lasciare gli uffici, tant’è che siamo stati trattenuti per un paio d’ore”.

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