Aversa

Convegno Diocesano, il videomessaggio del vescovo Spinillo

Angelo Spinillo AVERSA. “Il convegno è un momento in cui tutta la comunità si raccoglie per riflettere dialogare e condividere una vocazione: la chiamata a vivere il dono della fede, ma anche orientare tutta la comunità che proviene da diverse realtà su un unico tema”.

Queste le parole del vescovo della Diocesi di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, che sabato 24 settembre, alle ore sedici, nella suggestiva cornice dell’abbazia di San Lorenzo, si appresta a presiedere il suo primo Convegno Pastorale della Diocesi di Aversa. L’incontro è ispirato al versetto di Luca 24,32 “…Lungo la via ci parlava…” che narra l’incontro di Gesù con i discepoli di Emmaus: un interrogazione sulla necessità e sull’attualità della fede in un momento storico che sembra generoso soltanto di incertezze. A questa condizione, sulla scorta dell’impegno decennale della conferenza episcopale italiana sul fronte dell’educazione, la diocesi risponde con la proposta di un cammino triennale di confronto e riflessione che parte dalla domanda della fede, si apre alla sfida della speranza per giungere all’impegno della carità. Dopo l’iniziale saluto del vescovo, don Francesco Picone presenterà l’icona del triennio pastorale: il quadro di Caravaggio dedicato appunto ai discepoli di Emmaus. A tenere la relazione principale sarà monsignor Antonio Staglianò, vescovo di Noto (Sr). “Noi partiamo dal principio che ciascuno di noi deve educare se stesso, e tutta la comunità cristiana vuole educare se stessa nella prospettiva della fede – conclude Spinillo – educarci alla fede, mettendoci prima di tutto all’ascolto e perciò educarci all’ascolto di ciò che Dio ci chiama a vivere nelle diverse situazioni”.

A seguire la lettera del vescovo Spinillo ai sacerdoti della diocesi e il video-messaggio.

Carissimi,
la Chiesa italiana ha aperto il secondo decennio di questo terzo millennio invitando tutti, pastori e fedeli, a rivolgere una rinnovata attenzione al tema dell’educazione.

Da sempre la Chiesa ha fatto dell’educazione un impegno deciso della sua pastorale, ed oggi lo ripropone come vitale orientamento del proprio cammino in questo tempo della storia.La comunità cristiana educa quando illumina la realtà quotidiana con la disponibilità a seguire il Signore che chiama; quando educa se stessa alla fede nel Dio che la chiama alla vita ed alla salvezza.

Con il documento “Educare alla vita buona del Vangelo”, i Vescovi italiani ci hanno ricordato che “Dio ha educato il suo popolo trasformando l’avvicendarsi delle stagioni dell’uomo in una storia di salvezza”.

Guidati dalla pagina evangelica di Luca che narra del cammino che, nel giorno della Pasqua, il Cristo risorto compì con i due discepoli di Emmaus (Lc 24, 13-35), ci proponiamo di avviare un percorso triennale per la nostra educazionealla fede, anno pastorale 2011-2012: Gesù “lungo la via, ci parlava” (Lc 24, 32); alla speranza, anno pastorale 2012-2013: “Il Signore è veramente risorto” (Lc 24, 34); alla carità, anno pastorale 2013-2014: “prese il pane,… lo spezzò e lo distribuì loro” (Lc 24, 30).

In particolare, dedicheremo il nuovo anno pastorale 2011-2012 all’educarci all’ascolto della presenza del Signore nelle diverse situazioni della vita umana: nel lavoro e nella festa, nell’affettività e nella fragilità, nella tradizione e nella cittadinanza.

VIDEO

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