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Italiani morti al largo della Croazia: fermato l’investitore

 SPALATO. Avrebbe superato di gran lunga i limiti di velocità Tomislav Horvatincic, l’imprenditore croato che martedì, a bordo del suo motoscafo, si è scontrato con la barca a vela “Santa Pazienza”, uccidendo i due coniugi padovani, Francesco Salpietro e Mariella Patella, entrambi 60enni.

L’incidente è avvenuto intorno alle 12, al largo dell’isolotto Maslinovnik, vicino a Sebenico, in Dalmazia. Da una prima ricostruzione della capitaneria di porto, il fuoribordo “Santa Maria” dell’imprenditore, lungo 12 metri, avrebbe urtatoad una velocità di 20 nodi (illimite è di 5)il lato sinistro della poppa della barca italiana, proprio nel punto dove in quel momento si trovavano le vittime, i cui corpi sono stati recuperati in mare qualche ora dopo. Horvatincic e l’amica di 35enne che era a bordo con lui sono rimasti illesi. Da parte sua, l’imprenditore ha riferito che l’autopilota si era guastato e di aver fatto di tutto per avvisare in tempo le persone sulla barca a vela. I coniugi padovani si trovavano in vacanza, in quella che era una delle loro mete preferite. Salpietro lavorava in un’azienda che produce scarpe a Santa Maria di Sala, nel veneziano, la moglie era dietologa all’Usl 16. La loro imbarcazione era immatricolata a Ravenna e custodita durante l’anno in un cantiere nautico nella marina di San Giorgio di Nogaro.

Il 63enne si trova al momento sottoposto a fermo, in attesa di decisioni della magistratura competente. E’ uno dei più conosciuti uomini d’affari in Croazia, operante da tempo nel settore edile. La stampa croata, dopo la tragedia, ha rispolveratoun incidente stradale nel 1980 Horvatincic provocò la morte di una donna di 75 anni, ferendone gravemente un’altra. All’epoca venne condannato a due anni di condizionale, benché fosse fuggito dal luogo del incidente. In Croazia è conosciuto per una serie di progetti di edifici di supermercati e appartamenti di lusso, in particolare nel centro di Zagabria. Contro di lui negli ultimi anni si sono mosse alcune importanti organizzazioni non-governative per la difesa degli spazi pubblici sostenendo che avrebbe ottenuto i permessi per costruire nel centro storico della capitale in modo dubbio.

SALERNO, SCONTRO TRA BARCHE: MUORE DONNA DI 33 ANNI. Nella tarda serata di lunedì si era verificato un altro incidente mortale sempre causato dallo scontro tra due imbarcazioni. Questa volta la tragedia si è consumata nel Golfo di Salerno, all’altezza di Capo d’Orso, dove un gommone è entrato in collisione con un motoscafo di 12 metri. Le tre persone a bordo del gommone sono state sbalzate in acqua, ma per una di esse, una donna di 33 anni, Serena Palermo, di Torrione (Salerno)non c’è stato nulla da fare. La donna, infatti, cadendo in acqua è rimasta incastrata con il costume tra la chiglia e l’elica del motore. Pur di salvare la donna, gravemente ferita e morta subito dopo essere stata trasportata all’ospedale di Castiglione di Ravello, un uomo della guardia costiera, tuffatosi in mare, ha riportato una frattura alla costola. Secondo quanto accertato finora dagli investigatori, il conducente ha fatto di tutto per evitare l’impatto. Immediatamente sono state avviate indagini, la Procura ha aperto un fascicolo di inchiesta. Le due imbarcazioni state poste sotto sequestro per procedere ad eventuali perizie e accertamenti tecnici utili a ricostruire la dinamica dell’incidente. Il conducente del gommone è risultato positivo all’alcol test.

PADRE E FIGLIO UCCISI DA CARGO AD ISCHIA. Nei giorni scorsi, sempre in Campania,al largo di Ischia, nel Golfo di Napoli, ha visto come vittime due uomini, Vincenzo e Alfonso Guida, padre e figlio, di Ercolano (Napoli), investiti da un cargo mentre erano su un peschereccio. Il terzo ufficiale e timoniere del cargo, quest’ultimo che aveva assunto cocaina, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

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