Lusciano

Estorsione, nuovo provvedimento cautelare per Luciano Gargiulo

Paolo Gargiulo, figlio di LucianoLUSCIANO. “Ma quale Cicciotto e Cicciotto, qua gli stipendi li paghiamo noi”.

E’ questa frase emblematica che Luciano Gargiulo, 50 anni, di Lusciano, detto “Calimero”, capozona del clan dei casalesi per Parete e Lusciano,pronunziò mentre parlava al telefono con uno dei suoi sette complici arrestati il 21 dicembre scorso. Ciò conferma quanto gli investigatori ipotizzavano già da tempo: le due fazioni del clan dei Casalesi, quelle che facevano capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, si erano riunificate.

Lo stesso Gargiulo, che è anche il padre di Paolo (nella foto), catturato nel gennaio 2009 insieme al boss Giuseppe Setola nel nascondiglio di Mignano Montelungo e che era con lui anche durante la rocambolesca fuga attraverso le fogne a Trentola Ducenta, qualche giorno prima, in un’altra telefonata con “Cocchino”, al secolo Nicola Ferrara, 39 anni, di Lusciano, altro arrestato per il “pizzo di Natale”, rivelò “ccà se vutato ‘o Vangelo (per dire che la situazione è cambiata radicalmente), io ho carta bianca per tutto”. Questo per dire che lui, già legato alla famiglia di “Ciciotto ‘e mezzanotte”, ossia Francesco Bidognetti, oggi è considerato capo del clan unito.

Per lui nuovo provvedimento di custodia cautelare, dopo che il riesame aveva annullato il precedente, notificato dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa, coordinati dal colonnello Francesco Marra, con l’accusa di concorso in tentata estorsione aggravata e continuata.

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