Aversa

Movida, le bande si danno “appuntamento” per le risse

 AVERSA. Movida aversana sempre più violenta e con il gusto della violenza fine a se stessa, senza più nemmeno un motivo plausibile, anche se non giustifica la violenza stessa, con bande che si sfidano in rappresentanza dei paesi di origine.

“Oramai, – si afferma tra i giovanissimi – non è più la rissa episodica, che scatta per la guardata o per l’apprezzamento alla bella del gruppo, da qualche settimana il ‘mucchio selvaggio’ si dà appuntamento o a scuola o attraverso internet sfidandosi per il sabato o la domenica successiva”.

Questa la nuova moda della movida aversana, che vede coinvolti i giovani dei numerosi comuni dell’agro e dell’hinterland settentrionale partenopeo, raccontata dai ragazzini che la vivono.Una voglia di sopraffazione dell’altro, un modo per sfogare la rabbia o, meglio, vincere la noia, la routine quotidiana fatta di scuola, compiti e doveri filiali. Matteo, quindici anni appena compiuti, racconta: “Tra i ragazzi già si sa che quel giorno succederà qualcosa. Ci si incontra a scuola o su internet e ci si da appuntamento in un posto affollato”. Appuntamento che non è singolo, ma per gruppi. C’è chi ha dato vita alla gang di Trentola e chi a quella di Ducenta o alla banda di Lusciano piuttosto che a quella di Casal di Principe o San Cipriano, oltre a bande che rivendicano l’appartenenza a questo o quel quartiere di Aversa città. “Anche il luogo – continua Andrea, sedici anni, aversano – è quasi sempre lo stesso. Si tratta di quell’area di via Raffaello, angolo via Giotto, che va da un noto bar ad un altrettanto noto ristorante. In genere non si arriva ai feriti, ci si limita a qualche spintone e ad una scazzottata. Ovviamente c’è sempre chi va oltre ed allora compare il coltello o la bottiglia come si è verificato qualche settimana fa”.

E che il luogo per dare vita alla singolar tenzone sia sempre lo stesso è comprovato dal fatto che quel cortile di un noto ristorante scelto per la bisogna non è più raggiungibile direttamente. I titolari sono stati costretti, infatti, a ricorrere ai vigilantes privati che di sera, dal venerdì alla domenica, fanno in modo che siano solo gli effettivi clienti a potervi accedere. E da allora le risse avvengono fuori, nei pressi, in quei poco più di cinquanta, centro metri che rappresentano la zona più affollata, dove non si riesce a camminare nemmeno a piedi. E se è vero che lo scorso anno si era dato vita ad un vero e proprio coordinamento interforze per fare in modo che le risse non si verificassero, oggi le forze dell’ordine, dai vigili urbani alla polizia e ai carabinieri, sono letteralmente scomparsi dai luoghi deputati della movida violenta. Unico baluardo sono rimaste le telecamere a circuito chiuso fatte collocare dall’amministrazione comunale nei punti caldi. Le immagini vengono trasmesse alla centrale operativa della polizia municipale, ma verranno visionate solo dopo qualche giorno. Il pronto intervento latita, ma c’è da sottolineare che icaschi bianchiaversani sono ridotti al lumicino.

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