Aversa

Parco Pozzi, guardie zoofile tornano alla carica ma l’area resta aperta

Parco PozziAVERSA. Le guardie zoofile della Lida non si arrendono e protocollano un nuovo provvedimento di sequestro del Parco Pozzi al comando della polizia municipale.

Il responsabile del nucleo, Saverio Mazzarella, lo scorso 11 gennaio mise i sigilli all’area, ritenendo che sussistessero “pericoli per l’incolumità dei cittadini”. Due giorni dopo otteneva la convalida da parte dei gip di Santa Maria Capua Vetere che concedeva al Comune di Aversa dieci giorni di tempo per ripristinare l’agibilità dell’area. Da parte sua, il Comune, oltre a provvedere ai lavori di sistemazione, si opponeva al provvedimento, ottenendo il dissequestro lo scorso 28 gennaio dal pm Ivana Sassi che, oltre a dare l’ok per la riapertura del parco, riteneva che non vi fossero i presupposti per il sequestro.
Ma nella giornata del 31 gennaio Mazzarella è ritornato alla carica, contestando il provvedimento di dissequestro del pme redigendo una nuova istanza di chiusura del parco. Stavolta, però,l’area non è stata chiusa materialmente ma ne è stata affidata la custodia ai vigili urbani.Ilcomandante dei caschi bianchi, Stefano Guarino,commenta: “L’area è stata dissequestrata dalla Procura e quindi resta aperta”.
Il sindaco Domenico Ciaramella ribadisce: “Il Parco Pozzi non andava sequestrato e la magistratura, attraversoil pubblico ministero Sassi, mi ha dato ragione, ritenendo che’alcuna delle violazioni genericamente indicate nel corpo del sequestro veniva riscontrata dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Caserta’ e che’non devono esperirsi ulteriori indagini relativamente alle violazioni indicate nel verbale di sequestro’. Ciaramella ora fa sapere che l’amministrazione comunale attende solo che la magistratura “faccia prima possibile chiarezza sulle funzioni di queste ‘guardie zoofile’ e che le autorità amministrative accertino la effettiva titolarità dei requisiti di legge per svolgere le sole funzioni che l’ordinamento assegna a soggetti privati”.

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