Orta di Atella

Udc: “Latitanza della politica”

UdcORTA DI ATELLA. Ancora una volta l’Udc analizza la situazione politica locale con l’obiettivo di consentire ai cittadini una riflessione più accurata ed incisiva su quanto emerge dal dibattito tra i partiti.

Riceviamo e pubblichiamo:

Siamo stati quasi obbligati a far sentire, ancora una volta, la nostra voce perché sollecitati dalla solita strategia da parte di qualcuno, risultata vincente nel passato su tanti amici dei diversi partiti, che prevede attacchi vergognosi alle persone ed anche la minaccia puerile di svelare i restanti “segreti di Fatima” contenuti nelle lettere di cui è stato destinatario, con l’unico intento di ridurre al silenzio chi osa esprimere idee e proposte politiche diverse. E’ una metodologia avvilente, mortificante e ridicola che con noi non funziona, anzi ci carica ancora di più e ci convince che siamo sulla buona strada nella costruzione del nostro progetto politico-amministrativo insieme a tutte le altre forze politiche che si ritengono alternative a questa maggioranza di governo. A questo si aggiunge che siamo abituati ad assumerci la paternità non solo di quanto abbiamo espresso verbalmente e per iscritto in ogni tempo ed in ogni campo, compreso quello delle amicizie e degli affetti, ma anche delle modifiche legittime e necessarie che abbiamo dovuto apportare ai nostri comportamenti e ai nostri percorsi politici per situazioni certamente non dipendenti dalla nostra volontà. Con la stessa determinazione, rigettiamo il tentativo maldestro di attribuire agli amici del nostro Partito responsabilità gestionali, politiche e/o corresponsabilità per i tantissimi fatti vergognosi che sono accaduti sul nostro territorio e che sono stati raccontati, con dovizia di particolari, dai componenti della Commissione Straordinaria nella loro relazione finale. A sostegno di questa nostra verità possiamo confidare sui nostri certificati catastali e sui nostri conti correnti bancari che mettiamo a disposizione di chi nutre ancora qualche dubbio e di chi, forse, è affetto da vuoti di memoria al punto da non ricordare una storia arcinota agli addetti ai lavori e a tutti gli altri cittadini. E’ inutile e poco corretto parlare ancora del passato e, quando lo si fa, universalizzare le colpe per quanto accaduto per tentare di impostare un’assurda equazione, che non trova riscontro in alcun testo di matematica, “tutti colpevoli= nessuno è colpevole” non è una scelta che denota rispetto delle persone e maturità politica. Le parole a poco servono per costruire artificiosamente delle verità anche perché, su tutto, fa fede la storia politica, personale, umana e professionale che ognuno di noi ha vissuto, per tanti anni, su questo territorio.

Non nascondiamo un po’ di delusione per le ultime esternazioni in Consiglio Comunale e nella sala del convento di San Donato. Al di là dei piacevoli, consueti e, a dir la verità, inutili teatrini di antica memoria si è pienamente confermato, ancora una volta, la latitanza della politica, di una seria proposta amministrativa per il paese e il solito rito delle offese gratuite dirette a chi osa cantare fuori dal coro. Solo dissertazioni poco convincenti hanno tentato di giustificare un incongruente bilancio dei primi sei mesi di governo cittadino che si è oggettivamente evidenziato attraverso delibere e determine puntualmente indicate nella relazione del consigliere Udc. Non manca, ancora una volta, una ricostruzione fantasiosa della problematica PIP che viene presentata come chiarita in tutti i suoi aspetti ma che nella realtà si è aggrovigliata ancora di più e ne passerà acqua sotto i ponti prima che l’Ente locale possa introitare le somme virtuali inserite in bilancio per questa problematica e, volutamente, si fa finta di non capire che non è tanto il numero delle consulenze e degli incarichi che ci spaventa ma la constatazione sistematica che i nostri professionisti ortesi e le ditte locali non sono destinatari di una benchè minima attenzione ed infine è calato un silenzio assoluto su tanti altri aspetti amministrativi indicati nella relazione del consigliere di minoranza. Da queste considerazioni si evince che capita, alcune volte, a tutti noi esseri mortali e, in qualche occasione, anche alle menti eccelse della politica, di dissertare avendo l’illusione di esprimere concetti chiari e proposte incisive aiutati dal silenzio assoluto dei convenuti , dal tifo degli amici di partito e dalla necessità di produrre battute ad effetto tese a creare coinvolgimento ed ilarità dei presenti. Non vuole essere assolutamente un atto irriverente verso chicchessia perché una rilettura attenta dell’intervento darebbe a tutti la conferma delle nostre impressioni.

Siamo delusi per il basso tasso di qualità della politica ortese e a sostegno di ciò riportiamo, di seguito, nostre riflessioni maturate da alcune tra le tante esternazioni fatte nell’ultimo consiglio comunale e nel convegno, al solo fine di contribuire a far nascere in tutti la consapevolezza che è giunta l’ora di una seria sterzata se vogliamo essere seri e produttivi per il nostro paese:

  • Gli amici di un partito formano un gregge!!!

  • Chi si mette davanti al gregge è un uomo forte, carismatico, coerente e coraggioso e chi si mette dietro al gregge è un pusillanime e un uomo inutile!!!

  • Chi lascia un qualsiasi partito per seguire la “stella polare” è un uomo degno, di altissimo valore culturale, sociale ed umano!!!

  • Chi abbandona la “stella polare”, per sacrosante ed immaginabili ragioni, per seguire altre stelle è un uomo da “quattro soldi” da perseguitare a tutti i costi!!!

Non sappiamo proprio darci una spiegazione per tutte queste strane teorie, e ci chiediamo spesso:

  • Sarebbe il caso di pensare ai problemi reali del paese evitando di perdere tempo ed energie per queste sciocchezze?

  • Sarebbe opportuno favorire la democrazia, il confronto, la libertà di espressione e di azione nel nostro paese?

  • Sarebbe ancora più opportuno considerare persone e non pecore gli amici di un partito? E poi se fossero solo per un attimo pecore non sarebbe meglio che il “pecoraro di turno” si metta dietro al gregge e non davanti? A pensarci bene, stando davanti si può correre il rischio di perdere le pecore che stanno dietro perché, quasi sempre, i lupi assalgono il gregge alle spalle e poi non si avrà mai la certezza di capire se le pecore hanno imparato a percorrere la strada tracciata senza ricevere comandi perdendo, così, la possibilità di ricalibrare le indicazioni sulle pecore disorientate. Sono solo pochi dei tanti misteri del nostro paese che bisogna decifrare o farsi direttamente spiegare da chi perde tempo per produrli. Evitiamo di interpretare, per questioni di spazio, il padre di tutti i misteri del nostro paese relativo al racconto ossessivo ed inutile, da parte di qualcuno, sull’impegno profuso nel supportare la soluzione di problemi per i suoi concittadini e sul grido d’allarme per il mancato asservimento dei beneficiati, dimenticando totalmente che grazie al supporto, al consenso ed anche all’impegno in termini professionali anche degli amici “pastori” si è nelle condizioni, oggi, di poter raccontare gli effetti, straordinariamente positivi, che la politica ha indotto nel nostro paese su un numero molto ristretto di persone.

  • Diventa necessario convincersi che abbandonare un partito, dopo aver espresso con chiarezza i motivi dell’abbandono che dovrebbero essere noti a tutti se non si sono verificati, in buona fede, vuoti di memoria collettivi, non significa rinnegare l’amicizia, l’affetto delle persone né tantomeno i momenti positivi trascorsi insieme ma vuol dire, rigettare, unicamente,un progetto e un modo di far politica, non condivisibili ed utili per il paese e, senza infangare e/o distruggere i rapporti umani, lavorare per un legittimo progetto alternativo. Sono queste e non altro le vere articolazioni dei rapporti umani che alimentano la piena democrazia e la civiltà della politica ed elevano il livello culturale e sociale di un popolo.

A sostegno di quanto affermato in precedenza ci sono da valutare i dati politici, certamente non esaltanti e confortanti per il futuro del nostro paese, emersi nell’ultimo convegno della maggioranza, che di seguito sinteticamente riportiamo:

· Un accorato e commovente appello per inglobare la Pdl in forza di uno schematismo, superato ormai nei fatti ad ogni livello,solo di tipo topologico per dichiarare, dopo pochi istanti, – l’inconsistenza del Presidente della provincia sostenuto con lealtà dagli amici della Pdl e una prevenuta e ferrea opposizione –nostalgia per la presidenza Bassolino alla regione dovuta all’inefficienza dell’attuale presidente Caldoro sostenuto con lealtà dagli amici dell’Udc e, per finire, -la evidente inefficienza del governo Berlusconi sui problemi reali del Paese. Come si può notare non è certamente l’affinità dettata dagli aspetti topologici il collante per creare alleanze perché, in moltissimi casi, è solo frutto di estemporaneità e non certamente maturazione di un percorso politico che porti ad una vera sintesi politica e programmatica. Si tratta spesso di collocazioni fluttuanti legate semplicemente a passaggi di diversi leaders da una formazione politica ad un’altra, in cerca di spazi operativi su cui fondare la personale fortuna politica. A sostegno di queste tesi, basti pensare al particolare collante “politico” che tiene uniti, nell’attuale maggioranza di governo cittadino amici che militano in partiti contrapposti a livello nazionale e che, in tantissime occasioni del recente passato, hanno dimostrato di avere visioni politiche ed amministrative diametralmente opposte. Nella nostra realtà è la forza dei numeri a farla da padrone mentre la politica latita e i problemi del paese restano irrisolti. Orta ha bisogno di qualcosa di diverso, di un reale processo politico ed amministrativo di cambiamento rispetto alla rotta del passato in cui non deve trovare posto la logica maniacale dell’autosufficienza e la forza dei numeri in termini di rappresentatività. Si tratta di creare un reale coinvolgimento di tutte le forze politiche, culturali, dell’associazionismo per scrivere pagine diverse sulla complessa situazione del nostro paese. Restiamo convinti della necessità di alleanze che siano omogenee sul piano programmatico, sulle metodologie politiche da utilizzare, sull’univoca consapevolezza del momento delicato che sta attraversando il nostro paese e, principalmente, sui valori che devono accompagnare l’intero processo politico e amministrativo. Solo così potremo travalicare il muro dell’immobilismo, costruire un progetto politico che metta al centro la dignità delle persone e trovare le giuste soluzioni ai seri problemi che ci coinvolgono sul piano urbanistico, sociale, culturale e sulla compromessa vivibilità all’interno del nostro paese.

· Un vittimismo che riemerge sistematicamente come forma di difesa e come mezzo per giustificare attacchi sconsiderati e posizioni politiche poco decifrabili. Anche la necessità di sette consiglieri di esprimere un legittimo dissenso rispetto a procedure e/o atti non chiari sul piano amministrativo, diventa l’occasione per gridare allo scandalo e teorizzare piani diabolici diretti a colpire la singola persona. A questo si aggiunge che anche la criminalizzazione politica dei sette consiglieri che hanno disertato l’ultimo consiglio comunale per l’approvazione del riequilibrio di bilancio e debiti fuori bilancio non ha giustificazione di esistere perché si tratta di problematiche serie e delicate che hanno bisogno di tempo adeguato per un’analisi completa al punto da far dire ad un autorevole esponente della provincia per la trattazione degli stessi punti “ Su riequilibrio e debiti fuori bilancio, che la mia esperienza amministrativa mi insegna essere sempre figli di un imbroglio, avrei argomentato per ore offrendo un contributo politico ancorchè tecnico….”. Si capisce così come era indispensabile che il Presidente del Consiglio desse tempo opportuno per la valutazione seria della proposta predisposta dalla maggioranza e quindi non pensare a giochi politici o ad atteggiamenti irresponsabili da parte della minoranza. Purtroppo si verifica, sempre più spesso, che ogni naturale e legittima differenziazione politica e/o amministrativa viene sempre tradotta come livore e contrapposizione verso qualcuno. E’ auspicabile che tutti responsabilmente lavorino per determinare un clima sereno tra tutte le forze politiche bandendo qualsiasi forma di personalismo.

· Attacchi sconsiderati verso il nostro partito che conta qualche persona in più rispetto a quelle indicate da qualcuno che tenta, senza riuscirci, di minimizzare tutto quello che non è sotto il suo controllo diretto. Non abbiamo manie di grandezza, manteniamo il rispetto per tutti anche per ogni singola persona senza avere la pretesa di dare giudizi offensivi a destra e a manca e , principalmente, senza pretendere l’annullamento della dignità e dell’autonomia delle persone. Siamo felicissimi di poterci giovare, nella nostra azione politica, del contributo di tutti gli iscritti e dei tanti simpatizzanti che aumentano sempre di più con il passare dei giorni. Ci dispiace di essere diventati il chiodo fisso di qualcuno, anche se ne siamo orgogliosi per l’attenzione che ci riserva perché sintomo di rispetto verso il nostro partito e anche verso le nostre persone. Noi non desideriamo che qualcuno debba preoccuparsi e ribadire sistematicamente che mai si alleerà con l’Udc perché noi non abbiamo nessuna intenzione e necessità di ritornare alla “casa madre” perché allo stato non si sono modificate le ragioni che ci hanno convinti di uscirne ed anche perché non siamo mai stati e non lo siamo tuttora, sostenitori e convinti assertori della teoria del “decadimento radioattivo” tanto cara a tanti amici silenziosi. Ci dispiace che vuoti di memoria non facciano ritornare alla mente i motivi della nostra fuoriuscita e la chiarezza con cui si è realizzata. Consigliamo a chi ha desiderio di una ricostruzione reale del passato, nella speranza che non si siano verificati vuoti di memoria collettivi, di richiedere informazioni ai tanti amici del suo partito ribadendo che manteniamo intatti il rispetto per le persone, l’amicizia e l’affetto che hanno caratterizzato i nostri rapporti nel passato modificati e stravolti da atteggiamenti istintivi, da decisioni bizzarre ed offensive per le nostre persone tesi a criminalizzare chi ha avuto l’unico torto di avvertire la legittima esigenza di seguire percorsi politici diversificati. C’è da sottolineare che nulla accade quando si verificano, senza evidenti motivi, trasmigrazioni nel partito di governo.

Non smetteremo di far sentire la nostra voce e, nella piena libertà di sceglierci le posizioni ed i ruoli più graditi, continueremo la nostra battaglia per la rinascita del nostro paese.

Orta e gli Ortesi non hanno assolutamente bisogno di “falsi santi” e “animali feroci” ma di persone semplici ed umili che possono ridare, con il loro impegno ed equilibrio, speranze per un futuro migliore.

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