Italia

Farefuturo: “Il berlusconismo è solo propaganda e yes man”

Gianfranco FiniROMA. Un duro affondo di “Farefuturo”, che sostiene Gianfranco Fini, contro il premier Silvio Berlusconi.

Sul sito online della fondazione, il direttore Filippo Rossi scrive nel suo editoriale: “Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare l’avversario e distruggerlo”. Il berlusconismo, incalza Ff, si nutre “di propaganda stupida e intontita,di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario”. Ma, ritiene Rossi, “adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali”.

E qui la fondazione finiana fa il “mea culpa”, quasi si pente dell’alleanza tenuta con Berlusconi:”Il pensiero corre agli eventi passati, all’editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima? Non c’è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna”.

“Adesso – prosegue l’articolo – è molto, molto di più di una questione politica. È una questione di civiltà. Di democrazia. E di libertà. Questioni forse più grandi di noi, che impongono una scelta difficile. Intendiamoci, tutto questo poi non impedisce la ‘politica’, non impedisce di assumersi la responsabilità di trovare accordi per governare il paese. Si parla d’altro. Si parla di qualcosa di più. Perché quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi, tra documenti di espulsione e attacchi sguaiati alle istituzioni che sembrano concepite come proprietà privata e non come bene pubblico, relazioni internazionali di dubbio gusto e killeraggi mediatici, per non parlare delle questioni etiche trasformate in propaganda di partito, ecco, tutto questo dimostra che c’è una distanza culturale prima di tutto. E che la scelta a questo punto – conclude Rossi – è se stare o meno dalla parte di una politica che si possa dire davvero laica e liberale”.

CAPEZZONE: “FINIANI CON CERINO E TANICA”. “L’editoriale di Farefuturo si commenta da sé. Nelle stesse ore in cui alcuni esponenti finiani si dicevano protesi alla ricerca di un accordo, giunge questo intervento”. Così il portavoce Pdl Daniele Capezzone.”Ma ormai – afferma Capezzone – gli italiani hanno capito tutto, ed è sufficiente fare un giro in strada per verificarlo: da una parte c’è chi, come il premier, ha agito, agisce e continuerà ad agire in modo responsabile, nell’interesse del Paese. Dall’altra c’è chi ‘contribuisce’ – si fa per dire – alla discussione tenendo un fiammifero acceso in una mano e una tanica di benzina nell’altra”.

LEHNER: “E DOVREMMO MEDIARE CON QUESTI ENERGUMENI?”. “Per la serie ‘Chi non sa, insegna’. Superare nel retinismo Granata e Briguglio non è impresa da poco. C’è riuscito Filippo Rossi di Farefuturo, il quale, in nome della Kultur ostrogota, straparla di antiberlusconismo come scelta di civiltà. Mediare con codesti energumeni? Si può fare, ma non attraverso l’avezzanese Gianni Letta, bensì con i pidiellini di Celano, gente che tradizionalmente mena botte da orbi”.E’ il commento del deputato Pdl, Giancarlo Lehner.

NAPOLI: “CALA IL SIPARIO SULLA VERIFICA”. Per Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, “l’articolo di Farefuturoè stato scritto per far calare il sipario sulla verifica parlamentare prima ancora di aprirla”. “Se un uomo come Fini, – riferisce Napoli all’agenzia Iris – che fa politica da una vita, scopre soltanto dopo sedici anni di essersi accompagnato a un manipolo di farabutti i casi sono due: o Fini ha sbagliato mestiere, e allora dovrebbe dedicarsi, che so, all’immobiliare o all’ippica. Oppure ritiene che l’Italia o la maggioranza degli elettori sia composta da cretini che da sedici anni si recano alle urne per dare un consenso maggioritario al centrodestra di cui Fini faceva parte” prosegue Napoli. “Le separazioni sono sempre dolorose: un rapporto, umano o politico, può interrompersi in mille modi ma sempre salvaguardando una certa dignità e una qualche forma. Diversamente, se e’ il rancore o il risentimento a prendere il sopravvento si perde anche la dignità”.

STRACQUADANIO: “ROSSI NON CONTA NULLA”. Di parere contrario Giorgio Stracquadanio, deputato Pdl e fondatore del quotidiano online ‘Il Predellino’, secondo cui l’articolo di Farefuturo non pregiudica la possibilità di dialogo con i finiani. “Filippo Rossi? Ma rappresenta qualcuno? Lui esprime il nulla più assoluto. Mi pare abbia scoperto tardi come fare il fricchettone”, dice Stracquadanio, interpellato dall’Asca.Perl’esponente dei berlusconiani,le opinioni della fondazione vicina a Fini ”non devono destare preoccupazioni in vista della verifica di settembre” con il gruppo dei fuoriusciti finiani di Futuro e Libertà per l’Italia. “Il progetto del Pdl non può stare in mano a personaggi del genere. Neanche Travaglio ha mai pensato di scrivere roba del genere”, spiega il deputato, che in conclusione lancia una frecciata a Fini sulla questione della casa di Montecarlo: ”Mi pare che il presidente della Camera non controlli più nulla di chi gli sta vicino, a partire dalla famiglia. Feltri gli ha posto interrogativi sensati. Risponda nel merito”.

SANTANCHE’: “E’ FINI CHE DEVE SPIEGAZIONI AGLI ITALIANI”. “Come fanno Filippo Rossi e la fondazione vicina a Gianfranco Fini a criticare il premier e ad accusarlo di menzogne, quando in questo momento se c’e’ qualcuno che deve dare spiegazioni agli italiani sulla casa a Montecarlo e’ proprio il presidente della Camera?”. Contattata dall’agenzia Asca, si affida a una domanda Daniela Santanché, sottosegretario all’Attuazione del programma, per rispondere all’editoriale odierno di Farefuturo. “Stiamo ancora aspettando una risposta sensata da parte di Fini su Montecarlo”, insiste Santanché, che rincara poi la dose su Filippo Rossi: “Si tratta di pensieri e parole di chi predica bene e razzola male. Le cose di cui parla sono esattamente le angherie che il presidente del Consiglio ha dovuto subire in questi anni”.

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