Italia

Vigile del fuoco si suicida in caserma otto mesi dopo il figlio

 IMPERIA. Non ha sopportato la perdita del figlio che otto mesi fa si tolse la vita e si è suicidato a sua volta.

La tragica vicenda si è consumata nella Stazione dei Vigili del Fuoco di Imperia dove, appeso al soffitto della sua stanza, è stato trovato Ivan Gismondi. Il suicidio del figlio lo aveva portato già nei mesi scorsi ad una grave depressione. Poi oggi il folle gesto.

Nadir, il figlio della vittima, lo scorso 28 giugno di tolse la vita, sparandosi un colpo alla testa con la pistola calibro 9 regolarmente detenuta. Anche qui un folle gesto, una pazzia fatta per non deludere il padre. Nadir era considerato dal padre un eroe, che avrebbe voluto vederlo un vigile del fuoco. Ma è stata proprio la paura di non poter più realizzare il sogno del padre che l’ha portato ad uccidersi. Lo scorso 27 giugno, Nadir viene fermato alle 5 e 30 in piazza Calvi, vicino alla sua abitazione.

Al test, il suo tasso alcolemico nel sangue risultò di appena 2 punti superiori al limite fisso a 0,5 milligrammi. Gli fu assegnata la multa per guida in stato di ebbrezza e gli venne ritirata la patente. Il mondo gli crolla addosso. La delusione che avrebbe potuto dare ai suoi genitori lo spinge allo folle gesto: la casa è in silenzio, i genitori sono in cucina. Nadir è in camera sua, un rumore sordo a cui seguono le grida della madre che lo vede riverso al suolo. Il papà cerca di rianimarlo ma non c’è nulla da fare: Nadir morirà poche ore dopo all’ospedale di Imperia.

A distanza di otto mesi il padre cerca di liberarsi dall’enorme peso. L’episodio hagettato nello sconfortotutti gli amici e iparenti.

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